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Una "Primavera dei diritti" contro l'omofobia ma il Comune nega la piazza

Evandro Ceccarelli
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La data c'è già: il 21 marzo, il primo giorno di primavera. Da Roma verranno le associazioni omosessuali del coordinamento Roma Pride, “con i loro colori e le loro iniziative”. C'è chi porterà il proprio banchetto, chi arricchirà l'evento con attività e performance. “Siamo aperti a tutto: letture, musica, balli, canti, capriole, sguardi, sospiri e qualunque cosa possa creare aggregazione, solidarietà e curiosità”, annunciano gli organizzatori. E' tutto pronto a Viterbo per la “Primavera dei diritti” , che però, a differenza di quella astronomica, rischia di non sbocciare mai. Manca infatti la cosa più importante: la piazza, quella che il Comune sembra restio a voler concedere. “Si tratta di una grande festa contro l'omofobia e a favore dei diritti Lgbtqi (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, e intersexual) - spiega la responsabile dello sportello Arcilesbica di Viterbo, Emanuela Dei -. Ci saranno degli spazi dedicati a tutte le forme d'amore per costruire una città accogliente, verso tutte le diversità sessuali, di genere ma anche di provenienza culturale e condizione sociale. A Viterbo esistono realtà che lottano e resistono all'odio e alla violenza dilagante”. Insomma, un piccolo Gay Pride di provincia che potrebbe “sprovincializzare” per un giorno la città dei papi attraverso l'invasione dell'esuberante popolo “arcobaleno”. Ce n'è abbastanza, insomma, per spaventare sentinelle in piedi, carlevanni e movimenti per la vita, ma anche per mettere in imbarazzo l'amministrazione comunale, già costretta a ingoiare, giusto per andare una volta tanto realmente “oltre le mura” medievali, il registro delle unioni civili. “Circa un mese fa - racconta la Dei - ho chiesto al sindaco di poter utilizzare piazza del Comune. La risposta ovviamente non è arrivata subito ma dopo diverse settimane. Ed è stata un no. La cosa grave è che si tratta di un no senza giustificato motivo. Non ci sono infatti manifestazioni già concomitanti in quella data. Come dire, non siete graditi. In alternativa ci hanno proposto largo Almadiani o piazza Fontana Grande. Agli Almadiani però è impossibile, perché quel giorno al Sacrario c'è il mercatino". Gli organizzatori sono quindi ancora in attesa di una risposta definitiva dal Comune, anche se hanno già realizzato locandine e spedito lettere con indicata la sede degli Almadiani. In ogni caso, loro andranno avanti: “Siamo felici del sostegno delle associazioni omosessuali romane - continua la Dei - . Non sappiamo, invece, quale sarà la mobilitazione viterbese o della provincia. Chi si mostrerà in piazza con noi?”. Per questo lo Sportello di cultura lesbica di Viterbo invita “tutte le persone, le associazioni, le realtà antifasciste e antirazziste a unirsi a noi. Ci sono associazioni e persone che lavorano con i migranti, con le donne maltrattate di ogni strato sociale e artisti che raccontano un altro modo possibile. È la prima volta - conclude la responsabile di Arcilesbica - che si organizza una manifestazione a Viterbo di questo genere e sarebbe strano non vedere realtà associative e persone del posto”.