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Va ai domiciliari uno degli assassini del professor Zappa

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Evandro Ceccarelli
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Condannato a otto anni, in quanto concorrente (anche se non autore materiale) nell'uccisione del professor Ausonio Zappa, avvenuta nella sua villa in strada romana, a Bagnaia, Daniel Yonel Oprea, da giovedì 19 febbraio, è agli arresti domiciliari in casa della sorella. A deciderlo, accogliendo le tesi del suo difensore, l'avvocato Roberto Fava, è stata la Corte d'assise d'appello di Roma: in particolare, quel giudice, Giancarlo De Cataldo, che è anche l'autore, popolarissimo, di alcuni romanzi, “Romanzo criminale” in primis. Una classe nella scrittura che, tra l'altro, è palese nell'estensione delle sentenze. Delle loro motivazioni. L'avvocato Fava, per Daniel, aveva fatto presente, tra l‘altro, le non buone condizioni di salute. In particolare, dei forti dolori alla schiena. Inoltre, a rendere praticabile la strada dei domiciliari era, come già apparso su queste colonne, la disponibilità della sorella a concedere la propria casa per far trascorrere la detenzione al fratello. Daniel, la notte del delitto, era rimasto giù, in macchina. Erano stati altri coloro che, saliti nella villa, avevano, colpendo il professore con violenza, creato le condizioni perchè, dopo una decina di giorni, la sua forte fibra si spezzasse in ospedale, nel reparto di rianimazione, senza aver ripreso conoscenza. Daniel, dopo Trifan, è il secondo del quartetto a lasciare il carcere. Una decisione che, certamente, non mancherà di suscitare delle polemiche. In particolare, sulla certezza della pena. Una problematica, questa, che assilla le coscienze, in tempi in cui, da parte della criminalità - a cominciare da quella predatoria -, non sembrano esservi remore.