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I lavoratori della Talete "invadono" il Comune

Evandro Ceccarelli
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Oggi pomeriggio, a partire dalle 15, presidieranno il Consiglio comunale, “per capire a questo punto di che morte dobbiamo morire”. Sono i lavoratori di Talete, oltre 150, che, nonostante l'approvazione del Parca e l'impegno assunto dai sindaci, sono ancora appesi al filo labilissimo della politica e della sua incapacità di decidere. Per ora gli stipendi sono stati garantiti dalle anticipazioni sulle bollette concesse dalle banche alla società del servizio idrico, “ma quanto ancora potrà durare questa situazione?”, si chiedono i dipendenti, che la settimana scorsa hanno dichiarato di nuovo lo stato di agitazione, come preavviso di possibili, future, iniziative di protesta, non escluso lo sciopero. Breve riassunto delle ultime puntate. Alla vigilia di Natale i soci di Talete, ovvero i sindaci, hanno approvato il Parca, il piano di rilancio dell'azienda delle acque, schiacciata dai debiti, assumendosi contestualmente l'impegno a finanziarlo, o tramite una ricapitalizzazione o attraverso delle fideiussioni. Da allora è passato più di un mese e, nonostante l'appello del presidente della spa, Stefano Bonori, ai sindaci a fare in fretta, nessuna giunta comunale ha portato ancora nei rispettivi consigli le necessarie delibere, ad iniziare da quella Michelini. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 29 gennaio 2015)