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Melanzane spinose, scoppia la polemica: "Ma quale rarità, io le coltivo da più di dieci anni ”

Evandro Ceccarelli
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“Ma quale verdura rara? Io e la mia famiglia queste melanzane spinose le mangiamo da più di dieci anni”. Lo afferma il signor Nicola Delle Piaggi, un muratore in pensione di Ronciglione, che nel proprio orto coltiva il Chayote da tempo. “E' vero, in commercio non si trovano - spiega -, ma io nel mio orto ho una pianta che quest'anno ha fatto almeno un paio di quintali di queste gradevoli ‘zucche pelose'”. Infatti Nicola le chiama così: zucche pelose e racconta che la pianta l'ha avuta dal fratello a cui era stata probabilmente regalata ma non ricorda nè quando, nè da chi. Insomma, sembra che le melanzane spinose scoperte dalla Confcooperative di Viterbo in realtà non siano poi così rare, anche se, come detto, non si trovano in vendita. Una cosa è certa: da qualcuno nella Tuscia erano già conosciute e assai apprezzate. “Una verdura gustosa, soprattutto se cucinata in padella - aggiunge Nicola Delle Piaggi -, dal sapore molto diverso da quello delle nostre melanzane tradizionali. Basta pensare che se una volta sbucciate si mescolano alle patate, è difficilissimo distinguerle”. Si scopre così che il Chayote, una specie della famiglia delle Cucurbitacee originaria del Sud America, non solo si può trovare a Villa Ione, dove viene coltivata e imbarattolata nell'azienda agrituristica di Paolo ed Elisa Reali, ma anche nell'orto di qualcun altro, come ad esempio in questo di Ronciglione. E non solo, anche una signora di Monterosi l'ha individuata sempre come una “zucchina” molto comune in Sicilia. “Squisita - afferma la donna - fritta o alla parmigiana, perché ha un sapore particolarmente dolce”. Annamaria Socciarelli