Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

La protesta degli infermieri viterbesi: "Indennità Covid per tutti"

Andrea Niccolini
  • a
  • a
  • a

C'erano anche trenta infermieri della provincia di Viterbo alla protesta che si è svolta giovedì in piazza Santi Apostoli a Roma in difesa “degli operatori sanitari vivi e di quelli morti per Covid”, il cui slogan era: ‘'Non siamo eroi, non vogliamo essere martiri”. Promotore dell'iniziativa il sindacato Nursing Up. Tra le richieste: indennità Covid per tutti, non solo per gli infermieri dei reparti più a rischio, e la creazione di un'area contrattuale autonoma, come per i medici, “che riconosca le peculiarità ormai evidenti di una categoria che rappresenta oltre il 41% delle forze del Servizio sanitario nazionale e oltre il 61% degli organici delle professioni sanitarie”. Franco Maria Perazzoni, responsabile Area Nord Lazio del sindacato, illustra alcuni dati: “All'8 maggio gli operatori sanitari che negli ospedali della regione si sono ammalati a causa del virus erano 465, di cui il 50% infermieri, un terzo medici e il resto altro personale. Quanti di questi provengono da settori no Covid? Nessuno può dirlo con esattezza. Ma ce ne sono”. Quello che si sa, invece, è che nessuno di loro percepirà alcun tipo di indennità, perché “in teoria non esposti al contagio”. E questo “benché abbiano lavorato in forte carenza di dispositivi di protezione individuale. La Regione aveva fatto una mezza proposta di 300 euro, da erogare ai così detti non esposti, ma, non ne abbiamo saputo più nulla. Come se non interessasse a nessuno''.