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Omicidio Zappa, si va in Cassazione

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Evandro Ceccarelli
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Approda alla Cassazione (il 26 giugno, davanti alla prima sezione) il caso Zappa. L'omicidio del professore avvenuto, a Bagnaia, in una villa isolata in strada Romana, ha visto le condanne, in primo grado, dei quattro rumeni che, con l'intento di compiere un furto o una rapina, avevano dato l'assalto all'abitazione. Per due, avendo “soltanto” atteso in auto che gli altri, entrati nella villa, facessero il “lavoro”, le condanne sono state minori. Un'impostazione, questa, che è stata mantenuta anche in appello. Dove, peraltro, c'è stata una certa riduzione delle pene. Vent'anni per gli assassini, la metà per i “comprimari”. Una sentenza, questa d'appello, contro la quale, come è noto, c'è stata l'impugnazione del procuratore generale e, quindi, la fissazione della Cassazione. Tra le ipotesi, c'è anche quella che, all'udienza di giugno, la Cassazione rinvii la trattazione del caso a un'altra corte d'assise d'appello. Uno dei “comprimari”, Trifan, gravato di quella ipotesi di “concorso anomalo” contro la quale, come è noto, si è battuto il suo avvocato, Marco Russo, si trova - in attesa della Cassazione - agli arresti domiciliari. Per l'altro, assistito dall'avvocato Roberto Fava, c'è stata, in questi giorni, l'analoga presentazione di un'istanza per la concessione dei domiciliari. Il professor Ausonio Zappa, fondatore di scuole di Belle Arti e, oltre che docente, apprezzato personaggio della vita culturale non soltanto viterbese, stava guardando la televisione quando. intorno alle 23, subì l'irruzione di due rumeni nella sua villa. Tentò - questa la ricostruzione più accreditata - di attivare un dispositivo che,m nelle intenzioni, avrebbe dovuto allertare, e far arrivare sul posto le forze dell'ordine. La manovra, che non sfuggì agli intrusi, causò la loro reazione. Almeno uno, con un corpo contundente - forse un bastone -, si scagliò contro il professore, ferendolo mortalmente. Soltanto l'intervento di uno dei soccorritori che, rigirando il professore, gli impedì di soffocare, ritardò quel tragico “verdetto” che, purtroppo, sarebbe sopraggiunto una decina di giorni dopo. Zappa, portato a Belcolle, finì in rianimazione. Ma, dopo una lunga agonia, morì senza riprendere conoscenza. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 15 gennaio 2015)