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Buco da 500 mila euro nei conti della società Francigena

Andrea Niccolini
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Parcheggi gratuiti, pullman vuoti, scuolabus fermi ai box: costeranno cari i due mesi di lockdown ai conti già precari della Francigena, la multiservizi al 100% di proprietà del Comune di Viterbo che gestisce i parking a pagamento, il trasporto pubblico locale, gli ascensori, le farmacie e i servizi energetici tecnologici. Costerà mezzo milione di euro in meno, secondo le stime dell'assessore al Bilancio e vicesindaco Enrico Contardo, che è in costante contatto con l'amministratore unico della società partecipata, Guido Scapigliati. Tutti i quattro rami di azienda (comprese le farmacie) sono in sofferenza, ma il buco più grosso nel bilancio l'hanno scavato i parcheggi: 170 mila euro persi in due mesi di mancati incassi dovuti sia alla gratuità dei posti auto sia alla scarsa mobilità dei viterbesi ristretti ai domiciliari. Dall'11 maggio il parking di piazza dei Martiti d'Ungheria (Sacrario) è tornato a pagamento, ma ci vorrà tempo prima che si torni agli introiti pre-Covid. Situazione critica anche sul fronte del tpl: già in tempi normali i cittadini di Viterbo, città sempre in testa nella classifiche nazionali sul tasso di auto per abitante, snobbavano i bus della Francigena, utilizzati perlopiù da persone anziane sprovviste di mezzi propri. Ma con il lockdown l'utenza è stata rasa al suolo, tanto che la stessa Francigena nelle settimane scorse, per evitare di far girare per la città pullman vuoti, aveva deciso di ridurre dell'80% il servizio svolto ricorrendo alla cassa integrazione per una parte del personale. Con la fase 2 e la fase 2 bis, le corse sono state riportate al 55%. "Il volume di utenza resta bassissimo - spiega l'assessore Contardo - anche se la società ha già messo in atto tutte le prescrizioni regionali in fatto di sicurezza: i mezzi vengono sanificati due volte al giorno, il posto del conducente è isolato da catenelle, si entra solo dalle porte posteriori dove sono stati collocati dosatori di gel igienizzante, a terra ci sono adesivi che segnano le distanze di sicurezza e alcuni posti a sedere sono stati inibiti con del nastro". Ma i bus non rischiano certo l'affollamento: "Solo in un paio di occasioni a Bagnaia, durante il lockdown, ci sono stati problemi, e abbiamo subito fatto intervenire delle navette", dice Contardo. Lo scorso anno il trasporto pubblico locale, a fronte dei 3,5 milioni di contributi regionali, aveva incassato appena 330 mila euro. Ieri in Giunta è stato approvato il nuovo piano tariffario, con l'obiettivo di incentivare i viterbesi ad abbandonare l'auto e a usare i mezzi pubblici: "Abbiamo introdotto abbonamenti annuali molto convenienti - spiega Contardo - che comporteranno un risparmio di due mensilità per tutte le fasce. Le categorie protette spenderanno 70 e 110 euro l'anno, a seconda del tipo di disabilità, mentre gli studenti, che oggi pagano 16 euro al mese, spenderanno 160 euro l'anno".