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Negozi riaperti ma per ora fanno il pieno solo barbieri e parrucchieri

Andrea Niccolini
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Sono tornate ad alzarsi le saracinesche nella maggior parte delle attività economiche, artigianali e commerciali di Viterbo e  provincia ma per ora gli unici a fare il pieno sono le attività di barbieri e parrucchiari e centri estetici. Luigia Melaragni, segretario provinciale della Cna, dice: "Per acconciatori e centri di estetica la domanda è altissima, avranno difficoltà ad accontentare tutta la clientela, la maggior parte di loro per un primo periodo farà orario continuato, restando aperti anche il lunedì che è il tradizionale giorno di riposo”. Solo una minoranza degli esercenti è rimasta chiusa, in attesa di vedere l'aria e i contagi che tirano. L'ottimismo c'è, se non altro quello della volontà (di ripartire), quella che è mancata nel primo giorno della fase 2 bis è la clientela, ma un ruolo negativo l'ha giocato in questo senso anche la pioggia. Qualche scontrino è stato battuto, ma tutti gli operatori sono concordi nel dire che i livelli pre-Covid - che almeno per quanto riguarda alcuni settori come l'abbigliamento erano già tutt'altro che stratosferici - per ora il commercio e l'artigianato viterbesi se li possono scordare. Giuseppe Falone, di Gbs Scuderi, negozio di abbigliamento storico del Corso, dopo l'esperienza drammatica del lockdown guarda con un po' di fiducia al futuro: “Stamani (ieri, ndr) si è visto un po' di movimento, nonostante il brutto tempo, e già questo è un segnale incoraggiante. La curiosità da parte dei clienti sembra esserci. Da noi sono venuti alcuni clienti affezionati, abbiamo iniziato a fare i primi scontrini, speriamo bene". Da H&M in via Matteotti i commessi non sono autorizzati a rilasciare dichiarazioni, ma un po' di gente se ne vede. Si entra scaglionati dopo essersi fatti misurare la temperatura con il termoscanner. Sono tornati a impugnare spazzole e forbici anche i parrucchieri, come Francesco Purchiaroni, The King di via della Sapienza, che ha addirittura aperto bottega un'ora prima: “E' dalle 8 che sono qua - spiega -. Facciamo due clienti alla volta, quindi per il momento siamo al completo. Tutto sommato sta andando abbastanza bene. I clienti sono molto rispettosi delle regole. Abbiamo messo all'ingresso un tappetino con del sanificatore per le mani, abbiamo buste per riporre giacche e borse e mantelle monouso". Più dura la vita dei bar: "Il primo giorno? Insomma... - confida Barbara Sanna del Caffè Cavour - . Poca gente in giro, e quella che entra sta molto attenta a quello che fa. Alcuni clienti hanno voluto essere serviti fuori anche se potevano entrare. Diciamo che l'afflusso è lontanissimo dai livelli normali". Molti ristoratori per per ora sono in stand-by. Come Eleonora Di Andrea, titolare del ristorante I Tre re di via Macel Gattesco: "Non ho riaperto: troppa burocrazia e troppa paura dei controlli. Noi saremmo a posto, i ragazzi dell'Hccp ci hanno detto di andare tranquilli ma oggi non ce la siamo sentita: ci sono troppe regole, e la carta, e il copriwater, e questo e quello. Tutte cose sacrosante, ma abbiamo deciso di prenderci qualche giorno in più". A Civita Castellana Maurizio Conti, dell'omonimo negozio di abbligliamento di piazza Matteotti, punta sulle promozioni: “Un po' come tutti i colleghi - dice -. Considerato che è il primo giorno di riapertura, e non è un giorno di sole, un po' di clientela si è vista. A tratti sembrava quasi un lunedì qualsiasi di un periodo normale". C'è da dire che per i commercianti civitonici, soprattutto per quelli del centro, la normalità non è più da anni quella di una volta, almeno dalla recessione del 2008. Più pessimista Manocchio, l'altra insegna storica dell'abbigliamento civitonico: “Un pianto, nemmeno un cliente stamattina. Sarà che è il primo giorno, sarà che è brutto tempo, ma sarà anche che la gente i soldi non ce li ha, la cassa integrazione non arriva e vestirsi è l'ultima delle preoccupazioni. Speriamo che qualcosa cambi". Quasi vuoto il centro commerciale Top 16 a Tarquinia, dove però il negozio di abbigliamento In&Out ha "lavoricchiato", come dice uno dei titolari. "Noi peraltro non ci siamo mai fermati: anche durante il lockdown i clienti ordinavano i capi on line e noi li consegnavamo a domicilio