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Monache benedettine senza più entrate, resta solo l'orto: grave la situazione economica

Andrea Niccolini
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L'emergenza sanitaria coronavirus ha colpito tutti i settori e non ha risparmiato neanche le piccole comunità. E' il caso dell'antico e storico monastero benedettino di Montefiascone dove ad oggi vivono tredici monache dedite alla vita monastica contemplativa oltre all'accoglienza dei pellegrini in cammino verso Roma e della Via Francigena. La fonte di reddito dell'istituto San Pietro delle monache benedettine del Santissimo sacramento, proviene appunto dalle offerte dei pellegrini di passaggio in questi mesi e nel periodo estivo; dalla produzione artigianale di ostie per le messe, di confezioni di oggetti religiosi e dalla pensione di quattro monache anziane. Ma, per via delle misure restrittive e del lock-down, sono state cancellate tutte le prenotazioni dei gruppi che sarebbero dovuti arrivare nel monastero e anche le vendite di tutto il materiale religioso confezionato dal monastero. Le benedettine hanno iniziato a coltivare l'orto, il banco alimentare di Roma, la protezione civile e le offerte di qualche privato forniscono il monastero, ma la crisi economica desta preoccupazione. E come se non bastasse ci sono anche i costi di mantenimento del monastero oltre agli interventi urgenti come il consolidamento delle fondamenta. Dal 1992 il complesso del monastero presenta infatti problemi di deterioramento e, dal 2015, crepe e fessure nei tre piani della parte meridionale del monastero. Una situazione visibile che con il passare del tempo si aggrava anche per via delle vibrazioni stradali collegate al traffico veicolare della sottostante via Verentana. Il tutto è evidenziato da una persona vicina al monastero. “Ho conosciuto la comunità delle monache benedettine del SS. Sacramento di Montefiascone circa dieci anni fa – illustra- , quando mi recai con degli amici a visitare una carissima sorella appena entrata nel monastero San Pietro”. Di seguito evidenzia: “In questi giorni, parlando con la Madre priora, sono venuto a conoscenza della grave situazione economica che le madri stanno affrontando. Col permesso delle monache, preoccupato per la situazione del loro stabile e con certezza dell'importanza spirituale (oltre che storica e artistica) di questa comunità, vorrei chiedere a tutti una mano affinché si possano realizzare le riparazioni più urgenti”. Suor Maria, la Madre priora, ringrazia in anti