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Don Flavio Valeri ai funerali del tifoso della Viterbese: "Stefano vittima della pandemia"

Un momento della cerimonia

Evandro Ceccarelli
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Una cerimonia solenne e riservata, quella del Pilastro, per dare l'ultimo saluto a Stefano Camilli, il tifoso della Viterbese che si è tolto la vita sparandosi un colpo di pistola. Come da regolamento per contrastare la diffusione del Covid, solamente i familiari sono rimasti all'interno della chiesa del Sacro Cuore di Gesù ad ascoltare le parole del parroco.  “Stefano è una vittima della pandemia che non sta colpendo solamente il fisico, ma anche la sfera psicologica. Si sono moltiplicati i casi di depressione che hanno portato a gesti estremi, per chi non vede più un futuro. Noi rappresentiamo tutti quelli che non sono potuti entrare in chiesa e partecipare a quest'ultimo saluto”, ha don Flavio Valeri. Per approfondire leggi anche: si toglie la vita sparandosi un colpo di pistola Presente anche il sindaco Arena che ha espresso cordoglio definendo Camilli come “un padre orgoglioso dei figli Manuele e Cristina”. Proprio la ragazza ha portato i propri ringraziamenti a chi è voluto essere presente a ogni costo, a chi ha partecipato alla raccolta e ha effettuato il proprio saluto alla camera ardente allestita a Belcolle. Poche le sue parole rotte dall'emozione e dalla tristezza: “Sono sicura che ora mio padre è finalmente sereno e ci aiuterà da lassù”.