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Talete, promosso il piano Bonori

Evandro Ceccarelli
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I lavoratori che ieri mattina hanno manifestato fuori da Palazzo Gentili mentre nella sala consiliare si stava svolgendo l'assemblea dell'Ato chiedevano, una volta tanto, un gesto di responsabilità. E una volta tanto i sindaci, anche se non tutti, una responsabilità se la sono assunta. Quella di votare il Parca, il piano di rilancio della Talete, con annessa ricapitalizzazione da 4 milioni di euro. Anche se la palla passa ora ai consigli comunali, che potranno scegliere tra ricapitalizzare o accollarsi le relative fideiussioni. “La sostanza sarà la stessa nel momento in cui andremo a chiedere soldi alle banche”, afferma il presidente di Talete, Stefano Bonori, più che mai soddisfatto dell'esito dell'assemblea di ieri. D'altra parte il voto quasi unanime al piano è anche un'attestazione di fiducia nei suoi confronti e del lavoro da lui portato avanti in questi mesi al vertice dell'azienda del servizio idrico. A detta dei sindaci di centrosinistra, dopo tanti buchi nell'acqua, quella di ieri è stata una giornata storica.  Nota stonata, nella seduta di ieri, il voto contrario della Provincia, manifestato dall'assessore Equitani. Oltre alla Provincia, ha votato contro il Parca anche il sindaco di Tessennano, nonostante si tratti di uno dei 28 comuni che hanno già conferito il servizio a Talete. All'appello mancavano comunque molti primi cittadini, tutti di centrodestra, tra cui quelli di Bagnoregio, Sutri, Grotte di Castro e Tuscania (Bartolacci si è visto ma non ha votato). Alla fine il sì al piano l'hanno dato in 25, ma tanto basta. Via libera anche al recupero dei debiti pregressi dei Comuni: 9 milioni di euro, che verranno spalmati su 7 anni anziché su 20 e “caricati” sulle bollette, ma i rincari saranno irrisori: 20 centesimi in più al mese a utenza. In compenso la Talete ricaverà un milione di euro l'anno, una bella boccata d'ossigeno per le casse della spa. Quanto gli aumenti delle tariffe del 9%, rispetto al quale alla vigilia dell'assemblea di ieri, un manipolo di sindaci di centrosinistra si era dichiarato favorevole, la palla, dopo mesi di assemblee inconcludenti, è ormai nelle mani dell'Aeeg (l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico). “L'auspicio - dice Bonori - è che i consigli comunali votino in fretta. Bastano 15 giorni per portare all'ordine del giorno le delibere. Di sicuro ora, oltre che con le banche, siamo più credibili anche nei confronti della stessa Regione”.