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Alla casa di riposo Villa Noemi 39 positivi con 7 decessi su un totale di 41 ospiti

Andrea Niccolini
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Sette decessi su un totale di 39 positivi. E 39 positivi su un totale di 41 ospiti. Alla casa di riposo Villa Noemi sono soltanto 2 gli anziani scampati al contagio da coronavirus. Numeri drammatici che hanno fatto della struttura di Celleno il principale focolaio Covid nella Tuscia. Ancora più drammatica è la traduzione di questi numeri in percentuali: tra i pazienti di Villa Noemi si conta infatti il 35% dei 20 morti totali da coronavirus registrati in provincia di Viterbo, e il virus finora si è portato via il 17% del totale degli ospiti. Attualmente ce ne sono ancora 5 ricoverati in condizioni serie nel reparto di malattie infettive di Belcolle, di cui 2 in terapia sub-intensiva. Tre gli anziani che hanno superato invece la malattia, mentre i contagiati che presentano una sintomatologia più lieve si trovano tuttora all'interno della casa di cura. Va detto che ovunque in Italia, a cominciare dalla Lombardia, le case di riposo sono stati i principali luoghi investiti dal contagio e gli accostamenti con il milanese Pio Albergo Trivulzio appaiono impropri, soprattutto perché al momento non risultano inchieste aperte sulla struttura di Celleno. Ma se l'alta incidenza di decessi sul totale dei contagiati è in qualche modo spiegabile con l'età avanzata degli ospiti (tutti tra gli 80 e i 90 anni), è proprio l'alto numero di contagiati che solleva interrogativi su come sia stata gestita l'emergenza coronavirus all'interno della struttura. A non sciogliere i dubbi non sono neanche le ultime indicazioni che la Asl il 30 aprile ha trasmesso alle strutture semiresidenziali e residenziali sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali. A pagina 10 del documento si legge che si può “fare indossare al paziente una mascherina chirurgica, se tollerata” e che va prevista “una procedura di isolamento dei pazienti che preveda di isolare il caso in stanza singola”. Nel caso di “molteplici pazienti Covid-19”, questi “possono essere isolati insieme nella stessa stanza”. Fin qui nulla di anomalo. Ma subito dopo le disposizioni precisano che “nell'impossibilità di isolamento in stanza singola di pazienti con Covid-19 è indossata una mascherina chirurgica all'altro ospite eventualmente in stanza, se tollerata”.