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Studenti ancora in rivolta contro la “Buona scuola” di Renzi

Evandro Ceccarelli
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Open day, tornei di calcetto, cineforum e dibattiti. E' stata una settimana di mobilitazione studentesca a 360 gradi quella che si è appena conclusa e che ha visto protagonisti, da un lato gli studenti in rivolta contro la riforma della scuola targata Renzi, dall'altra la levata di scudi dei dirigenti scolastici contro le occupazioni. Prosegue, intanto, l'occupazione del liceo Ruffini che, alle 19 di ieri sera erano ancora tutti lì: qualcuno aveva improvvisato un minitorneo di calcetto, qualcun altro era intento a programmare le nuove iniziative in programma. Allo scientifico Ruffini l'occupazione continua e i numeri - nel senso dell'interesse e del dibattito che tale iniziativa sta suscitando - danno ragione ai promotori. Il workshop di sabato dedicato all'analisi della riforma varata dal Governo Renzi ha infatti fatto registrare una partecipazione massiccia di studenti, valutata dagli stessi ragazzi in circa 270 unità. La dirigente scolastica, Maria Antonietta Bentivegna, aveva espresso in settimana la sua contrarietà: “La scuola pubblica non si difende con le occupazioni, né con le autogestioni”, aveva detto. Finora inascoltata. Postivio è anche il giudizio dei ragazzi e delle ragazze dell'istituto Francesco Orioli che ieri ha concluso l'occupazione o, per meglio dire, l'autogestione visto che negli ultimi due giorni, di concerto con il preside, proprio di autogestione si è trattato. Ieri gli studenti hanno aperto le porte della scuola occupata organizzando una sorta di “Open Day”. Galà di Natale senza epurazioni, invece, al liceo Buratti. La preside Paola Moscucci era stata chiara: chi aveva occupato doveva essere escluso dal tradizionale Galà di Natale del Buratti, anche se non si era ben capito chi avrebbe dovuto avere il compito di comminare, seduta stante, tali “espulsioni”, ovvero se gli organizzatori della società sportiva (la scuola infatti si era chiamata fuori, negando il proprio appoggio alla manifestazione) oppure gli stessi docenti, nelle vesti di investigatori-epuratori. Sabato sera, invece, il Galà si è svolto regolarmente e di studenti messi alla porta non vi è stata traccia. Viene da dire “per fortuna”, con buona pace della stessa preside, perché, nel caso, si sarebbe trattato di circostanze comunque particolarmente spiacevoli, da qualunque punto di vista la si voglia vedere. D'altra parte individuare gli studenti “rei” non era semplice. Quella sorta di “liste di proscrizione” che dovevano essere gli elenchi da firmare da parte degli alunni “occupatori” sono rimaste desolatamente in bianco e dire se questo piuttosto che quello fossero stati parte attiva dell'occupazione è diventato praticamente impossibile. Peraltro, più che altro per non creare problemi o imbarazzi ai soggetti “attuatori” del perentorio monito epurativo della dirigente scolastica, i rappresentanti di istituto degli studenti hanno preferito disertare. Sarà per il prossimo anno, per chi ancora ci sarà.