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Per 400 insegnanti precari della Tuscia il futuro è un quiz

Andrea Niccolini
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Sono 84 mila su tutto il territorio nazionale, oltre 400 soltanto in provincia di Viterbo, e in questi giorni, tra clausura forzata e carichi di lavoro raddoppiati per effetto della didattica a distanza, sono sull'orlo di una crisi di nervi. Sono i docenti precari della scuola, quelli con almeno 36 mesi di servizio alle spalle, la cui rabbia è letteralmente esplosa, sui social e sulle chat, dopo che la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina - a dispetto di un ampio fronte contrario che va dai sindacati al Pd, da Leu alla Lega - ha fatto pubblicare in Gazzetta ufficiale il bando per il concorso straordinario che, sempre se ci saranno le condizioni, dovrà tenersi tra la fine di luglio e il mese di agosto. L'obiettivo è assumere 24 mila docenti dal 1° settembre, tra medie e superiori, anche se in molti, a cominciare dai sindacati, nutrono forti dubbi che ci siano i tempi tecnici per portare a termine l'operazione. Si teme quindi un settembre nero per la scuola, e lo temono primi tra tutti i precari, i quali, dopo aver retto le sorti dell'istruzione italiana in questi anni (i contratti a tempo determinato in molti istituti superano quelli stabili) e dopo aver retto l'onere della didattica a distanza in questo periodo di emergenza Covid-19, rischiano di finire a spasso per effetto di una prova a quiz: 60 domande in 60 minuti. Una sorta di roulette russa. Non proprio il massimo per la serenità psicologica di chi sta cercando di portare faticosamente a termine un anno scolastico tra videolezioni e video consigli di classe, alunni che sfuggono, connessioni lente o singhiozzanti, con buona pace della tanto sbandierata scuola digitale promessa da Renzi. "Nella fase in cui la riapertura richiederà stabilità delle cattedre e certezze, il ministero scarica sulle scuole l'onere di nominare quasi 200 mila supplenti, con graduatorie insufficienti e sovraccarico di lavoro sulle segreterie che avranno ben altri problemi da gestire", affermano i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, i quali chiedono che il concorso straordinario venga espletato per soli titoli al fine di garantire tempi e modi di immissione in ruolo già a settembre: "Il personale così assunto - affermano - parteciperebbe ad una formazione in servizio pari a quella già prevista dalla legge e sarebbe confermato in ruolo al termine dello stesso, previa prova orale selettiva. Viceversa centinaia di migliaia di docenti saranno costretti a spostarsi nelle diverse regioni per sostenere l'inutile e costosa prova computer based". "Sediamo in cattedra da anni, svolgiamo esami di stato, riceviamo incarichi fiduciari dai presidi, coordiniamo classi e a volte addirittura plessi - si sfoga Cristina Olmati, insegnante di di matematica alle medie di Nepi con 7 anni di servizio -. In questo momento senza precedenti per la scuola e la società italiane ci siamo fatti carico della didattica a distanza, acquisendo un insostituibile patrimonio di esperienza". E' paradossale, sottolinea la prof, che tutto questo capitale umano e professionale rischi ora di essere dilapidato: "E assurdo - aggiunge - dover essere giudicati idonei, in piena estate e in piena pandemia, attraverso un quiz a crocette solo per l'incredibile impuntatura di una ministra peraltro sempre più isolata. A chi si riempie tanto la bocca con la parola meritocrazia, rispondiamo che i meriti noi ce li siamo conquistati sul campo, e non per grazia o nomina ricevute".