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Talete, sciopero dopo le feste

Evandro Ceccarelli
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Piove sul bagnato per la Talete. Non bastava il clima teso intorno all'approvazione del piano di risanamento Parca - con il presidente Bonori pronto a lasciare se i sindaci non si decidono ad approvarlo - adesso anche i lavoratori sono pronti alla battaglia. A inizio anno dovrebbe essere proclamata la mobilitazione con uno sciopero, parallelamente i sindacati, come anticipato già da qualche giorno, sono pronti a intraprendere delle azioni legali contro i sindaci.  Nelle scorse settimane hanno scritto al presidente della Provincia, Marcello Meroi, e poi al Prefetto. “Ma non abbiamo avuto nessuna risposta - dice Valentino Vargas della Cgil - dunque, una volta che saranno trascorsi i tempi tecnici, i lavoratori si prepareranno allo sciopero che ragionevolmente sarà organizzato nei primi giorni dell'anno”. Nel mirino dei sindacati, tuttavia, non c'è la società, bensì i suoi soci. Ossia i sindaci. “Non si può continuare con questo gioco - continua Vargas - ognuno si deve prendere le proprie responsabilità, perché la situazione è serie e rischiano di pagarla ancora una volta i lavoratori”. Le condizioni di Talete attualmente, con il piano di risanamento che c'è solo in teoria (è stata approvata solo la parte ‘politica' del piano, per la ricapitalizzazione si è rimandato), sono disperate. Il Cda è riuscito negli ultimi mesi a pagare gli stipendi grazie a degli accordi con gli istituti di credito strappati presentando le fatturazioni.  Insomma, si sta raschiando il fondo del barile e già nei primi mesi dell'anno la società, che ha un altro conto pignorato dal gestore dell'energia elettrica per vecchi debiti, la Talete potrebbe trovarsi nell'impossibilità di pagare stipendi e forniture. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 13 dicembre 2014)