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Mascherine in ritardo, la Regione non chiarisce

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Andrea Niccolini
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Sul pasticciaccio brutto delle mascherine la Regione Lazio non chiarisce. I membri della commissione congiunta bilancio-protezione civile, nel corso dell'estenuante audizione di ieri (3 ore e mezza di seduta), si sono dovuti accontentare delle 40 pagine di slide illustrate dal vicepresidente della giunta Daniele Leodori. Non è stata prodotta invece alcuna delle carte che il presidente della XII commissione Sergio Pirozzi (Fratelli d'Italia) aveva richiesto per fare luce sull'acquisito dei presidi sanitari e in particolare sull'affidamento diretto della fornitura di 4 milioni di mascherine, per un valore di 35 milioni, alla società Eco Tech, solo in minima parte consegnate (solo quelle del tipo chirurgico). Leodori ha dovuto ammettere tuttavia che la Eco Tech, che fino a qualche settimana fa risultava produrre lampade e non presidi medici, rappresenta “un problema”. La pensano così evidentemente anche la Procura e la Corte dei conti. Entrambe stanno indagando infatti sulle forniture, anche se il vicepresidente della Regione non ha confermato: “Almeno ufficialmente non c'è stata comunicata alcuna apertura di indagine. Questo non significa che non sia stata aperta”. All'audizione di ieri hanno dato buca sia il governatore Zingaretti che l'assessore alla sanità. Era presente in compenso il direttore della Protezione civile regionale, l'ex capo dei vigili urbani di Rieti Carmelo Tulumello, il quale è rimasto in silenzio per tutta la seduta. E' stata proprio la Prociv regionale a individuare in deroga al codice degli appalti le ditte fornitrici dei presidi, tra cui, oltre la Eco Tech (destinataria di 4 commesse, di cui 3 annullate per inadempienze e una rinnovata), figurano anche società off-shore, aziende inattive da anni, commercianti di prodotti per il benessere sessuale, di divani e di vernici. Gli affidamenti sono stati oggetto di 48 determine, per un valore complessivo di 130 milioni di euro. “Dal 5 marzo - ha detto Leodori - è iniziata la ricerca di dispositivi. Abbiamo avuto un incremento esponenziale di domanda in circa 7-10 giorni, ma nel contempo c'è stata la saturazione del trasporto aereo, comportando una confusione nell'approvvigionamento nei primi 20 giorni di marzo”. Quanto alle mascherine Eco Tech non ancora consegnate, ha assicurato il vice di Zingaretti, partiranno per l'Italia il 23 aprile: “La consegna era per il 4, dal consolato a Shanghai ci hanno assicurato che la merce c'è”. “Avevo chiesto le carte giovedì scorso - dichiara Pirozzi - per conoscere i dispositivi scelti, le certificazioni e le fideiussioni. Oggi Leodori ha detto che ce le consegneranno entro 48 ore. Il dato politico è però che nel Lazio a oggi non ci sono mascherine Ffp3 e che chi sta al fronte è sprovvisto di protezioni. Capisco l'emergenza, ma a fronte di 11 milioni di euro già anticipati, le fideiussioni andavano comunque chieste, nonostante l'ordinanza del capo dipartimento della protezione civile non lo preveda”.