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Coronavirus, i medici della Cisl: "Bonus anche a medici e farmacisti che non lavorano in reparti Covid"

Medici al lavoro

Paolo Di Basilio
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Coronavirus, i medici della Cisl: "Bonus anche a medici e farmacisti che non lavorano in reparti Covid". L'accordo tra la Regione Lazio e i sindacati, sottoscritto l'11 aprile, stanzia risorse per complessivi 36 milioni di euro finalizzati a compensare il disagio e l'impegno del personale e soprattutto coloro che operano a diretto contatto con i pazienti. Entro il 24 aprile la Regione dovrà provvedere a definire il dettaglio del personale ricompreso nella fascia A e B. I primi prenderanno un bonus di 1.000 euro, i secondi di 600. Leggi anche: Bonus per chi è in prima linea "La Cisl Medici - dichiarano Luciano Cifaldi e Benedetto Magliozzi, segretari del Lazio e di Roma Capitale/Rieti - chiede all'assessore alla Sanità del Lazio che vengano ricompresi anche i medici che sono venuti a contatto con malati Covid nei reparti dove prestano servizio o attività di consulenza. Si evidenzia inoltre - prosegue il comunicato - che meritevoli di riconoscimento sono anche i farmacisti che non lavorano in strutture Covid perché fino a pochi giorni fa le attività erano indifferenziate. La trasformazione in ospedali Covid è potuta avvenire anche perché molte delle attività di assistenza ordinaria sono state trasferite in ospedali non Covid che dunque a loro volta oggi supportano indirettamente l'emergenza Covid e lo fanno in chiara carenza di personale.  "Al tempo stesso - concludono i due medici sindacalisti della Cisl - continuiamo a chiedere che venga reso operativo un piano di sorveglianza sanitario che preveda l'esecuzione di tamponi a risposta rapida e l'esecuzione di test sierologici in favore del personale sanitario. I tamponi sono fondamentali per gestire la sorveglianza epidemica attiva che rappresenta uno degli strumenti certi contro il virus perché possono limitare le situazioni di contagio e consentono di tracciare in maniera capillare tutti i contatti dei positivi"