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Il sindaco di Fabrica contro la Croce rossa: "Grazie a loro io stavo per morire"

Andrea Niccolini
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E' guerra aperta tra il sindaco di Fabrica di Roma, Mario Scarnati, e la Croce rossa. Ad accendere la miccia un manifesto fatto affiggere da Scarnati il 31 marzo scorso in cui, in risposta ad alcune critiche alla sua amministrazione, il sindaco rivendicava, tra le cose buone fatte in questi anni, anche il taglio dei fondi al comitato della Cri di Fabrica, Carbognano e Caprarola: “Chiedo scusa se il Comune non ha dato più soldi alla Croce rossa visto che grazie a loro e al loro modo di lavorare io stavo per morire”. La frase è stata segnalata al presidente regionale della Cri, Adriano De Nardis, il quale ha preso carta e penna e scritto a Scarnati per difendere l'impegno, la professionalità e l'importanza dell'associazione, soprattutto in un momento di emergenza come quello attuale. Sommerso dalle critiche, il sindaco, che ora sta valutando anche la possibilità di denunciare alcuni esponenti locali della Cri, ha inviato una lettera di risposta a De Nardis in cui racconta quello che accade un pomeriggio di alcuni anni fa quando fu vittima di un malore e dovette ricorrere al soccorso della Croce rossa. “Ero già stato operato due volte per un'aneurisma all'aorta addominale ed ero d'accordo con il primario del San Camillo, il professor Cao, famoso in tutto il mondo, che se mi fosse preso quel tipo di dolore sarei dovuto correre immediatamente da loro”. Secondo la versione di Scarnati invece i tre operatori della Cri che intervennero quel pomeriggio, nonostante le suppliche dei suoi familiari, insistevano per portarlo all'Andosilla, “dove non c'è il reparto di chirurgia vascolare”. Alla fine Scarnati fu accompagnato in macchina dal figlio al San Camillo, dove fu sottoposto a un intervento chirurgico di 5 ore per riattacare l'arteria che si era staccata: “Il professore mi disse che era un miracolo, dopo tutto il tempo che era trascorso, se ero ancora vivo. Ecco questa è la grande professionalità di cui parla la Cri di Fabrica, Carbognano, Caprarola, io non li ho denunciati allora solo ed esclusivamente perché credo nell'istituzione Cri Italiana e per non far scoppiare uno scandalo".