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Turismo, senza aiuti molte imprese della Tuscia non riapriranno più

Andrea Niccolini
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Dopo una Pasqua all'insegna del tutto chiuso, sul settore turistico nella Tuscia si annunciano nubi minacciose anche durante la stagione estiva. L'aggravante, come fa notare Confesercenti, “è rappresentata dalle presenze straniere soprattutto nel comprensiorio del lago di Bolsena. Tedeschi, olandesi, inglesi e visitatori di altre nazionalità: l'asticella degli arrivi sarà vicino allo zero. Da tenere presente che le presenze degli stranieri d'estate rappresentano circa l'80% del totale”. “Siamo tutti nelle mani del virus - commenta Pier Luca Balletti, presidente di Federalberghi Viterbo -. Nei pochi alberghi rimasti aperti, che si sono messi a disposizione di chi deve spostarsi per lavoro, le spese sono superiori agli incassi. Ci attendiamo aiuti consistenti e rinvii delle scadenze altrimenti molte strutture a livello regionale e locale rischiano di non riaprire più. I decreti dovranno aiutarci ad evitare i licenziamenti. Prima eravamo preoccupati che potesse saltare la Pasqua, ora esistono perplessità sull'intera stagione estiva. Per luglio e agosto speriamo negli spostamenti dentro i confini nazionali, ma per riprendere completamente fiducia servirà tempo. Mesi, forse anni”.