Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Ricercatore viterbese al lavoro sul vaccino

Andrea Niccolini
  • a
  • a
  • a

In prima linea della ricerca scientifica internazionale contro il Covid-19 c'è anche un bagnorese. Si chiama Matteo Gentili. Classe 1986, lavora, con un post doc, a Boston nel laboratorio di Nir Hacohen, al Broad Institute di Mit e Harvard, attivo all'interno di un consorzio con più di 80 centri di tutto il mondo impegnati a studiare il virus Sars-Cov-2. L'obiettivo è di scoprire la biologia di base dell'infezione e di trovare il tanto agognato vaccino. La comunità scientifica internazionale cosa ha scoperto finora di questo virus? “La comunità scientifica sta progredendo in maniera velocissima. Ogni giorno vengono pubblicati sull'argomento moltissimi articoli. Tutto avviene con una velocità senza precedenti ed è fantastico lavorare in questo clima di comunità espansa, in cui tutti si focalizzano su un problema comune da risolvere. Abbiamo sequenziato, e continuiamo a sequenziare, il genoma in tempi record. Inoltre abbiamo anche risolto la struttura della proteina virale che circonda il virus come se fosse una corona, da cui il nome coronavirus, chiamata spike. E' una proteina importante per due motivi, in primis per lo sviluppo del vaccino. I dati ricavati da studi effettuati sulla Sars del 2003 sembrano infatti indicare la spike come la proteina da usare per garantire appunto il successo della terapia. Essa inoltre media l'entrata del virus nelle cellule target e può essere quindi sfruttata per lo sviluppo di farmaci che blocchino l'entrata virale e fermino l'infezione. Resta un mistero per ora il perché il virus induca una differente risposta immunitaria nelle differenti fasce di età e quindi perché soggetti over 50 siano più proni a sviluppare una forma più grave e complicata di Covid-19”. Che tempi sono previsti per il vaccino? “Lo sviluppo di un vaccino purtroppo richiede tempo. E' prevista all'inizio una fase pre-clinica, in cui si vanno a studiare efficacia e sicurezza del ritrovato in modelli animali. Se i dati sembrano promettenti, si passa quindi alla sua sperimentazione clinica su soggetti umani che si svolge in tre fasi. Nella prima si va a valutarne la sicurezza in un piccolo gruppo di persone. Se la riposta è positiva, nella seconda fase si passa a stabilirne l'efficacia. Infine, se il vaccino si rivela sicuro ed efficace su un iniziale gruppo di soggetti umani, si passa alla fase tre, volta a determinare sicurezza ed efficacia in un campione più ampio. Soltanto allora il vaccino può entrare sul mercato. Questo processo richiede normalmente anni. Dal momento che siamo in regime di emergenza, verrà però accelerato dalle autorità competenti. Tuttavia, realisticamente, non possiamo aspettarci un vaccino pronto per la distribuzione di massa prima di 12-18 mesi. In parallelo al vaccino, si sta cercando però di sviluppare anche dei farmaci terapeutici che vadano ad agire su diversi passaggi del ciclo dell'infezione".