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Coronavirus, a Castiglione in Teverina al lavoro 40 sarte per realizzare mascherine artigianali

Paolo Di Basilio
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Coronavirus, a Castiglione in Teverina al lavoro 40 sarte per realizzare mascherine artigianali. L'iniziativa è partita nei giorni scorsi da Emiliano Corsi, un architetto che ha acquistato e messo a disposizione il tessuto necessario per realizzarle. E' nata così in poco tempo una specie di rete solidale o fabbrica diffusa – ognuna di loro lavora protetta nella propria abitazione, ma virtualmente insieme con le altre tramite un gruppo su WhatsApp – al servizio della comunità. Racconta Corsi, titolare a Castiglione di un negozio di mobili e arredamento: “Siccome avevo visto che purtroppo iniziavano a scarseggiare mascherine un po' dappertutto, avendo amici con cui collaboro che fanno i tappezzieri a Orvieto che si erano messi a produrle in proprio e a donarle a ospedali, Comuni e Protezione civile, ho pensato che potevamo ripetere la stessa operazione anche qui. A Baschi, Montecchio, Porano, Castel Giorgio e in altri paesi intorno esiste già qualcosa di simile. Così ho ordinato il materiale e ho lanciato un appello su Facebook per trovare persone disposte a collaborare”. Le adesioni sono state una valanga, tanto che adesso sta già per partire la distribuzione delle mascherine. Il tutto grazie anche al Comune (“importante – sottolinea Corsi - il sostegno che ci ha dato il sindaco Leonardo Zannini”) e ai volontari della Protezione civile (coordinatore Gianfranco Cancellieri), “che in questi giorni stanno facendo un grandissimo lavoro sia per la consegna a domicilio di spesa e medicinali ai soggetti più fragili, che per altri servizi”. Leggi anche: Partita la distribuzione di 450 mila mascherine ai comuni del Lazio Non si tratta di mascherine certificate, ma rappresentano comunque una protezione, nell'attesa che le altre siano disponibili: “Sono di tessuto non tessuto. I primi modelli ci sono stati forniti dalla tappezzeria di Orvieto di cui parlavo prima, la tappezzeria Carli, che poi ci ha messo a disposizione anche una parte del materiale. Al prototipo iniziale abbiamo apportato modifiche e migliorie”. La produzione è iniziata da poco, ma è rodata alla perfezione: la Protezione civile ritira il materiale in tappezzeria, lo porta poi a Castiglione dove viene tagliato e distribuito tra le abitazioni delle sarte, le quali, munite a loro volta di maschere e guanti, lo lavorano. Quando le mascherine sono pronte, vengono raccolte dalla Protezione civile e disinfettate, pronte per essere distribuite: “Ne potremmo fare anche 300 al giorno”. “E' un'iniziativa nata quasi per gioco, ma che ha dimostrato ancora una volta lo spirito collaborativo che anima i castiglionesi. Per le persone che si trovano chiuse in casa è un modo inoltre per passare il tempo e sentirsi utili. Qualcosa da ricordare quando questo brutto periodo sarà finito”, conclude Corsi.