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Coronavirus, a Tuscania 17 sarte al lavoro da giorni per realizzare le mascherine per i concittadini

Paolo Di Basilio
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Coronavirus, a Tuscania 17 sarte al lavoro da giorni per realizzare le mascherine. Dopo il capoluogo è Tuscania il comune della Tuscia più colpito dal Covid-19. Fabio Bartolacci, dalla trincea della lotta per arginare la diffusione del virus, è l'unico sindaco della provincia che ha deciso di calare sui propri concittadini restringimenti riguardanti l'utilizzo della mascherina. Una mossa che non poteva essere applicata senza tenere conto di un problema diffuso su tutto il territorio nazionale: la mancanza cronica di questi dispositivi di protezione individuale. Così, al momento stesso della decisione di firmare l'ordinanza del 20 marzo, che introduce l'obbligo per tutti di indossarla quando si entra all'interno di attività commerciali, si è premurato anche di attivare “in casa” una produzione delle stesse. Leggi anche: Tuscania, il sindaco mette la bandiera dell'Europa a mezz'asta (il video) “Si è attivata una straordinaria macchina del volontariato. Abbiamo iniziato a distribuire le mascherine e continueremo a farlo finché non ci saranno in numero sufficiente da soddisfare tutti – dichiara Bartolacci -. Sono al lavoro diciassette sarte del paese, credo che questa sia una cosa davvero straordinaria. E' come se in questo momento davvero difficile venisse riscoperta la fratellanza che era tipica nelle piccole comunità. Non mi sento solo e sono sicuro di potere affermare – a nome della città di Tuscania – che siamo stretti alle famiglie e alle persone che sono risultate positive. A tutti chiedo di non allentare la tensione e rimanere in casa, il nemico è giù nelle scale”.