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Calisti (Ceramica Scarabeo): "Giusto lo stop alle fabbriche, pronti a ripartire appena possibile"

Gianni Calisti

Andrea Niccolini
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In seguito alle ultime disposizioni governative le aziende del distretto industriale di Civita Castellana hanno fermato la produzione e chiuso gli impianti, attivando la procedura per la concessione della cassa integrazione dei dipendenti per nove settimane. In questa situazione di stallo sono coinvolti nel comprensorio falisco circa duemila lavoratori. Su questa improvvisa situazione di emergenza abbiamo intervistato Gianni Calisti, titolare della Ceramica Scarabeo ed ex presidente di Federlazio Viterbo, che commenta: “Ritengo giusta la scelta di chiudere le imprese. La tutela e la salvaguardia della salute pubblica viene prima di ogni cosa. Gli imprenditori sono fiduciosi sul futuro. Dobbiamo soltanto capire quanto durerà questa emergenza che è mondiale. Il nostro auspicio è che il blocco possa durare il meno possibile. Un mese, per poi riprendere gradualmente un trend di seminormalità. Nel passato, penso ad esempio alla grave crisi del 2008, abbiamo già vissuto momenti di difficoltà uscendone poi con successo. Anche adesso dobbiamo resistere e mantenere i nervi saldi. Nel momento in cui ci sarà il ripristino dell'attività produttiva sarà essenziale che gli istituti bancari siano vicini alle aziende per sostenerle concretamente. Se c'è collaborazione tra aziende, banche e istituzioni la ripresa sarà agevolata”. Cosa pensano gli operai? “Serpeggia la preoccupazione, ma gli imprenditori sono pronti a ricominciare le loro attività. Dall'estero sono giunti attestati di solidarietà e di incitamento dai parte dei clienti. Insieme usciremo vittoriosi da questo brutto periodo".