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Coronavirus, il sindaco di Tarquinia: "Moriremo tutti". Bufera dopo il video pubblicato  su Facebook

Paolo Di Basilio
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Coronavirus, il sindaco di Tarquinia: "Moriremo tutti". Bufera dopo il video pubblicato  su Facebook. Dal bollettino ufficiale della Asl del 23 marzo nessun caso accertato di Covid 19 a Tarquinia. In compenso, a creare il putiferio è stato un video messaggio del sindaco alla cittadinanza contro il presidente Conte. Giulivi ha attaccato il presidente del Consiglio per aver preso provvedimenti troppo blandi: “Tutte le volte chiude tutto e non chiude niente. Ho visto un'altra farsa di questo governo”. E ancora: rivolgendosi al presidente della Repubblica ha chiesto “un commissario in grado di tirarci fuori da questa situazione. L'Italia è abbandonata a se stessa, ai sindaci, alle forze dell'ordine, pochi i mezzi, non abbiamo le mascherine, qui situazione uguale se non peggio rispetto alle altre parti d'Italia”. “A Tarquinia - ha aggiunto - la situazione è ancora sotto controllo perché abbiamo introdotto misure drastiche già da molto tempo, ma non è che possiamo reggere a lungo, se noi non chiudiamo tutto, ma proprio tutto… noi non ne usciamo, noi moriremo tutti”. Leggi anche: Coronavirus, si fermano in contagi a Tarquinia Mosso anche da buone intenzioni, il primo cittadino ha finito però, per i modi con cui ha espresso le critiche, con il fare molti. Dal circolo del Pd hanno detto di essere restati “sbigottiti di fronte al messaggio istituzionalmente irrispettoso, propagandistico ed allarmistico che il rappresentante di una istituzione locale rivolge alla propria cittadinanza”. Quindi, elogi all'operato del governo che ha affrontato questa pandemia “con rigoroso scrupolo e mettendo in campo iniziative immediate e di portata eccezionale ricevendo l'apprezzamento di tutta la comunità internazionale e della stessa Oms e imponendosi come modello per gli altri Paesi”. E ancora: “Moriremo tutti non è il monito che i cittadini di Tarquinia si aspettano da lei, sindaco, in queste ore difficili, in cui tutti cerchiamo di fare fronte comune all'enorme paura, che non andrebbe inutilmente alimentata. Non è questo il monito che si aspettano i medici, gli infermieri, la Protezione civile, i volontari, i lavoratori di tutte quelle attività necessarie. Le chiediamo di rimuovere il videomessaggio dai canali istituzionali e di scusarsi pubblicamente con i suoi concittadini, che hanno dimostrato senso civico e rispetto per le istituzioni”. Parole dure anche dalla consigliere del M5S Silvia Blasi: “Avrei evitato volentieri di intervenire in questo momento di drammatica emergenza nazionale – dice - ma sono costretta a farlo per denunciare derive comunicative in un contesto emergenziale straordinario dove un sindaco dovrebbe essere esempio per senso di responsabilità e spirito di collaborazione verso il governo di cui è ufficiale, senza subordinare tale funzione alla propaganda politica con comunicazioni ingiustificatamente allarmanti che possono incidere negativamente su una popolazione già provata da giorni di isolamento sociale. Scriverò al prefetto - ha concluso la consigliera - per segnalare l'accaduto e chiedere di vigilare rispetto a messaggi al limite del procurato allarme visto che paventano la morte collettiva”.