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Coronavirus, l'appello dei sindacati di Viterbo: "Le aziende vanno sanificate, denunceremo chi non lo fa"

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Paolo Di Basilio
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Coronavirus, l'appello dei sindacati: "Vanno sanificati i posti di lavoro, denunceremo chi non lo fa". Ambienti lavorativi che non vengono sanificati, mascherine e guanti che mancano (anche nelle stesse strutture sanitarie), distanze di sicurezza che non vengono rispettate. E' allarme per la sicurezza all'interno delle attività economiche e produttive viterbesi in questi giorni di piena emergenza coronavirus. A lanciarlo, chiedendo più controlli da parte delle autorità e maggiore responsabilità da parte dei datori di lavoro, sono da un lato la Confconsumatori di Viterbo e dall'altra i sindacati Cgil, Cisl e Uil. “Chiediamo che venga prima possibile trovato il modo di sanificare tutti gli ambienti di lavoro sia essi artigiani che industriali - afferma il presidente della Confconsumatori Antonio Nobili -. Si tratta del minimo di quello che dovrebbe già essere stato fatto”. Per approfondire leggi anche: Coronavirus, infettato un medico condotto Nobili ricorda come i lavoratori, al rientro nelle loro case, abbiano rapporti costanti con i familiari: “Quindi se questo lavoratori fossero positivi al virus senza saperlo, finirebbero con il contagiare anche i loro cari”. La Confconsumatori chiama in causa in particolare le aziende del distretto ceramico di Civita Castellana, per la stragrande maggioranza tutte ancora aperte: “Da quello che ci risulta non stanno bonificando gli ambienti con interventi mirati. Capiamo le difficoltà, ma dobbiamo impedire il dilagare dei contagi”. Da parte loro, Cgil, Cisl e Uil chiedono a tutte le aziende e ad ogni attività produttiva operante sul territorio provinciale “di rispettare alla lettera le indicazioni descritte nei diversi Dpcm emanati finora, l'ordinanza della Regione Lazio del 10 marzo nonché le indicazioni che arrivano dall'Istituto superiore di sanità”. “Purtroppo siamo a conoscenza che queste azioni anticontagio in molte realtà non sono ancora applicate come dovrebbero - affermano in una nota Stefania Pomante (Cgil), Fortunato Mannino (Cisl) e Giancarlo Turchetti (Uil) -. Sappiamo che molte aziende si trovano ad affrontare un momento difficile ma la salute dei lavoratori e dei cittadini deve assolutamente essere salvaguardata. Le diverse categorie dei nostri sindacati sono da giorni in contatto con le realtà produttive per sensibilizzare le parti datoriali a fornire tutti gli strumenti utili a fronteggiare la situazione, a far sì che vengano applicate tutte le norme previste: uso dei Dpi, mascherine, guanti, distanza di sicurezza, comunicazioni ai clienti sulle norme da osservare, insomma tutto ciò che può servire a prevenire il contagio. Le aziende che non sono in grado di garantire il rispetto di tutte le prescrizioni non possono esporre i loro dipendenti al pericolo: devono, quindi, fermarsi, organizzarsi e ripartire”. Per approfondire leggi anche: Altri sei contagi nella Tuscia I sindacati ricevono invece segnalazioni relative ad “alcuni (fortunatamente pochi) spregiudicati datori di lavoro che, addirittura, impediscono l'uso delle mascherine ai propri dipendenti”. “Segnaleremo le eventuali irregolarità alle autorità competenti”, concludono Cgil, Cisl e Uil, dichiarandosi pronti a intraprendere “iniziative di protesta a tutela della salute pubblica e dei lavoratori coinvolti”.