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Abuso in atti d'ufficio, assolto l'ex presidente della PharmaNepi Pietro Serafinelli

Alessio Deparri
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La PharmaNepi, partecipata del Comune che si occupa della gestione della farmacia comunale, è finita lo scorso anno al centro di un'inchiesta sui conti in disordine. Da quell'inchiesta è partito il filone di indagine che ha portato al rinvio a giudizio, nel marzo 2019, di Pietro Serafinelli, ex presidente del cda della PharmaNepi, con l'accusa di abuso in atti d'ufficio, violazione dell'articolo 125 del codice degli appalti e falso in atto pubblico. A fare scattare l'inchiesta era stata una denuncia presentata dalla stessa municipalizzata dopo che nel 2014 erano cambiati i vertici. Da un controllo dei documenti era emerso che alcune delibere del consiglio d'amministrazione erano prive del verbale firmato dal segretario. Tra queste delibere anche una consulenza del valore di 110mila euro affidata allo studio professionale dell'ex presidente di PharmaNepi. Così che la partecipata, i nuovi vertici, decisero di portare le carte in tribunale e costituirsi parte civile. L'accusa formulata dal pubblico ministero Paola Conti a carico di Pietro Serafinelli ruotava tutta intorno a questo incarico. Secondo l'accusa, in sostanza, nel 2014, Serafinelli avrebbe stipulato a suo nome un contratto record da 110mila euro. Il 3 marzo scorso il collegio, presieduto dal giudice Silvia Mattei, ha deciso per l'assoluzione dell'imputato perché il fatto non sussiste. La PharmaNepi è una società partecipata al 51 per cento dal Comune di Nepi e al 49 per cento da privati.