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Mancano gli ordinativi dal Nord. In crisi le aziende ceramiche

Evandro Ceccarelli
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A dieci giorni dallo scoppio in Italia della bomba sanitaria, secondo quanto riferisce il presidente di Federlazio Viterbo Gianni Calisti, nel comparto della ceramica di Civita Castellana l'effetto coronavirus ha già fatto registrare cali degli ordinativi importanti, tra il 20 e il 30%. Tanto che alcune aziende si stanno già muovendo per chiedere la cassa integrazione, dopo che il ricorso agli ammortizzatori sociali, massiccio durante gli anni della recessione, negli ultimi tempi si era pressoché azzerato. Per approfondire leggi anche: Azienda-dimar-group-taglio-orario-di-lavoro Calisti, fondatore e patron della ceramica Scarabeo, vede scuro: “Al momento nessuno è in grado di prevedere cosa succederà ma, considerato l'impatto che pochi giorni di emergenza sanitaria hanno avuto sull'economia, rischiamo una crisi ben peggiore di quella del 2008. Da un paio di giorni i telefoni tacciono, le mail con gli ordinativi stanno rallentando pesantemente e, confrontandomi con amici imprenditori, la sensazione generale è che il peggio debba ancora venire".