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Salvini, archiviata la sua querela contro l'attivista lgbt di Viterbo Emanuela Dei: "Non è diffamazione"

Paolo Di Basilio
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Salvini, archiviata la querela contro Emanuela Dei. “Salvini è come il Duce”, per il gip di Viterbo non si tratta di diffamazione. Nei giorni scorsi il giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni ha sciolto la riserva circa il destino della querela presentata dal leader della Lega contro l'attivista Lgbt viterbese Emanuela Dei che il 3 settembre 2015 scrisse quella frase proprio nel giorno della visita a Viterbo dell'ex ministro degli Interni. Tuttavia le indagini del pm Fabrizio Tucci si conclusero con una richiesta di archiviazione contro la quale si è opposta l'avvocato Claudia Eccher del foro di Trento che rappresenta il leader leghista. A rappresentare Emanuela Dei è stato, invece, l'avvocato Carlo Mezzetti che, durante la discussione in camera di consiglio che si è svolta a fine febbraio, aveva fatto notare che quelle parole andavano inquadrate nel più ampio diritto di critica. la giudice ha sciolto la riserva solo il 4 marzo. Ci sono voluti quasi 5 anni per mettere fine a questa storia iniziata il giorno del Trasporto della Macchina di Santa Rosa del 2015. Quel giorno Salvini, come è avvenuto poi anche negli anni successivi, fu ospite degli esponenti della Lega per assistere al passaggio della Macchina. Alla vigilia ci fu l'articolo che andò di traverso a quello che tre anni dopo diventerà il ministro dell'Interno del governo gialloverde. Tuttavia, come già accennato, la Procura non ha trovato gli estremi per poter procedere per il reato di diffamazione a mezzo stampa, considerando lo scritto di Emanuela Dei come la manifestazione di un diritto di critica e dunque non soggetto al requisito della verità. Per approfondire leggi anche: "Salvini come il duce", Emanuela Dei querelata dal Capitano Contro questa conclusione si era opposto lo stesso Salvini chiedendo la riapertura delle indagini o l'imputazione coatta. Richiesta che è stata rigettata dal gip Cialoni. L'articolo - si legge nella motivazione del rigetto - “si risolve in una chiara manifestazione polemica della giornalista nei confronti di Salvini quale rappresentante di un partito politico protagonista della politica nazionale, con ciò ricorrendo il profilo dell'interesse pubblico della notizia. Alcune espressioni perdono la loro carica offensiva se pronunciate in un contesto politico in cui la critica assume toni aspri e vibrati e che può assumere forme tanto più incisive e penetranti quanto è più elevata, come nel caso in specie, la posizione pubblica del destinatario”.