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Ospedale Andosilla, chiesta la riapertura della terapia intensiva

Annamaria Socciarelli
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Perché non riaprire il reparto di terapia intensiva all'ospedale Andosilla? Questa proposta, lungimirante e previdente, viene avanzata con motivazioni assolutamente condivisibili da Luciano Caregnato, presidente della onlus “Una mano al tuo ospedale”, che spiega: “A causa dell'inaspettata diffusione del Coronavirus, in Italia ci troviamo a dover fronteggiare, nostro malgrado e all'improvviso, una grave e preoccupante emergenza. Fortunatamente nella Tuscia non sono stati registrati ancora casi di contagio. Tuttavia bisogna trovarsi pronti e organizzati di fronte ad una epidemia che giorno dopo giorno si sta diffondendo in diverse regioni d'Italia, compreso il Lazio e la vicina Umbria”. Per approfondire leggi anche: Commissione speciale Andosilla “Il governo italiano - prosegue Caregnato -, ha stanziato enormi fondi pubblici straordinari per tutelare la salute dei cittadini e potenziare il sistema sanitario nazionale, in primis gli ospedali. In questa situazione di urgenza la presenza sul territorio della Bassa Tuscia di un nosocomio dotato di un attrezzato reparto di terapia intensiva, già presente ed operante per oltre dieci anni, sarebbe davvero utilissimo per curare e salvare vite umane in pericolo”. “I posti letto del reparto - aggiunge -, una volta riattivato con tutti i suoi macchinari e attrezzature specifiche, sarebbero preziosi non solo per il nostro territorio, ma aiuterebbero anche a decongestionare gli ospedali limitrofi, soprattutto quelli della capitale”.