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Lettere e raccomandate non consegnate, la protesta dei postini: "Ce ne sono migliaia in giacenza"

Paolo Di Basilio
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Migliaia di lettere e raccomandate non consegnate perché i postini non ce la fanno più a tenere i ritmi di lavoro. I portalettere hanno manifestato venerdì 28 febbraio contro il sistema adottato recentemente da Poste italiane che prevede il recapito della corrispondenza a giorni alterni. Protesta davanti l'ingresso dell'ufficio centrale di via Ascenzi. Una ventina di “divise gialle” hanno ribadito il loro secco no alla recente riorganizzazione. “Un sistema che non può funzionare – ha spiegato il portavoce del gruppo, Andrea Morucci – in questo modo il postino si ritrova con due zone da gestire e con un volume di corrispondenza quasi doppio rispetto al normale, ma con lo stesso tempo per la consegna, in questa maniera si rischia di creare gravi disservizi per gli utenti, proprio perché adottando questo sistema si costringono gli operatori a vere e proprio marce a tappe forzate, pensate solamente al fatto che se non si riesce a consegnare tutta la posta di una zona, il giorno dopo il portalettere se la ritrova da gestire insieme a quella dell'altra zona”. Una disposizione che potrebbe creare gravi disservizi, e che secondo lo stesso Morucci potrebbe aggravare una situazione già da tempo precaria. Gallery: La protesta dei postini di Viterbo, le foto “Lo scorso anno ci sono stati periodi in cui c'erano più di 15 mila raccomandate giacenti negli uffici delle poste proprio perché non si riusciva a gestirle – ha continuato a dire il portavoce - per questo chiediamo a gran voce l'istituzione di un tavolo con i vertici aziendali per discutere la revisione di questo piano organizzativo”. Un altro aspetto che secondo lo stesso Morucci andrebbe portato all'attenzione della direzione generale è la carenza di strumenti necessari per il lavoro. “C'è carenza di palmari e stampanti - ha infine concluso il portavoce – tutti strumenti di vitale importanza”. Anche il sindaco Giovanni Arena è sceso dal Comune per dare la sua solidarietà.