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Inquinamento ambientale, sequestrato il laghetto dell'Acquabianca contaminato dai liquami. Indaga il Noe

Paolo Di Basilio
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Inquinamento ambientale, sequestrato il laghetto dell'Acquabianca. C'è un'inchiesta della Procura sul laghetto dei liquami all'Acquabianca, che martedì è stato sottoposto a sequestro giudiziario. La firma in calce al cartello è quella del comandante del Noe di Roma Mario Pellegrino e tra i reati ipotizzati dagli inquirenti c'è l'inquinamento ambientale. Il laghetto, come denunciato dal consigliere comunale della Lega Vittorio Galati in una recente interrogazione al sindaco Arena, raccoglie i liquami delle pozze Imhoff del complesso residenziale Colle Verde, dove abitano circa 100 famiglie. Da qualche tempo, a causa del cattivo odore, la situazione igienico-ambientale è diventata insostenibile. Dopo il sopralluogo dei carabinieri del nucleo forestale e dell'Arpa e dopo un primo vertice in prefettura, il sindaco di Viterbo Giovanni Arena è stato costretto ad emettere un'ordinanza nei confronti della società immobiliare Colle Verde per l'allaccio delle abitazioni alla rete fognaria comunale. Un intervento che in base alla convenzione sarebbe dovuto essere realizzato già otto anni fa, quando cioè le palazzine furono ultimate e vendute. Per approfondire leggi anche: Laghetto inquinato, interrogazione in Consiglio “Se avessi saputo come sarebbe andata a finire, non avrei mai acquistato una casa qui qui”, si sfoga Michele Caputo, il quale come molti altri residenti all'epoca fu catturato dalla bellezza incontaminata e dalla tranquillità della zona a metà strada tra Paparano e la Quercia. Con l'apparizione del laghetto, dove viene svuotato il contenuto delle pozze Imhoff, la bellezza incontaminata è andata però a farsi benedire, così come la pazienza degli abitanti che rimproverano al Comune di essersi mosso tardi: “Finalmente il sindaco si è svegliato - continua Caputo - anche se c'è voluto l'intervento del consigliere Galati, del prefetto e ora anche della procura. Ci auguriamo che venga fatta rispettare una volta per tutte la convenzione, che prevedeva tutta una serie di opere di urbanizzazione mai realizzate, come anche la rotatoria all'ingresso della lottizzazione”. Da otto anni devono inoltre essere terminati i marciapiedi, tuttora allo stato grezzo, mentre l'asfalto è da rifare tanto che i tombini sollevati creano problemi alle auto. Anche Talete aspetta il depuratore prima di poter allacciare alla rete idrica comunale: “Attualmente utilizziamo ancora l'acqua del cantiere - conclude Caputo - . Siamo stanchi di essere considerati cittadini di serie B visto che paghiamo le tasse come tutti, a cominciare dalla Tari, nonostante qui non arrivino né il porta a porta né i bus del trasporto pubblico”.