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Scoperte truffe alle assicurazioni con prognosi gonfiate

Andrea Niccolini
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Un'inchiesta della Procura, condotta dalla polizia stradale di Viterbo, ha fatto affiorare un “sistema” finalizzato a una serie di truffe alle assicurazioni che, secondo quanto accertato dalla polizia stradale del dottor Federico Zaccaria, avrebbero procurato cospicui risarcimenti ai clienti (apparsi del tutto inconsapevoli) a seguito di incidenti dalla prognosi modesta: tre giorni o poco più. Le indagini sono state indirizzate su tre persone: l'amministratore di un'agenzia e due fisioterapisti. L'agenzia, che ha sede a Viterbo, sarebbe stata il “medium” della serie di truffe. L'agenzia Juram Patavium, amministrata da Daniele Xodu, incaricata dai clienti di curare le pratiche risarcitorie, imbastiva, tra certificati medici, cicli di fisioterapia e altra documentazione santaria (anche di tipo medico legale), richieste di pagamenti alle assicurazioni che, in genere, erano di 480 euro ma che, in qualche caso, per il riconoscimento di una compromissione dell'autonomia che richiedeva l'assistenza domiciliare, sfiorava i tremila euro. Le prognosi lievitavano, in qualche caso, da cinque giorni fino a novanta. Si partiva, a volte, da un certificato medico di pronto soccorso; quindi lo si integrava con altri certificati, di radiologi e di ortopedici; e, in qualche caso, si allegava anche il parere stilato da un autorevole medico legale. L'inchiesta, partita nel 2011, è in dirittura d'arrivo. Le assicurazioni, di fronte a quelle certificazioni di cicli di fisioterapia che, secondo l'accusa, non erano mai stati effettuati, hanno svolto accertamenti per proprio conto, attraverso referenti di fiducia. Un lavoro che è stato recepito dagli investigatori, che con cautela hanno acquisito elementi  (soprattutto pratiche di sinistri), tali da suffragare le iniziali ipotesi accusatorie. Le indagini, svolte anche con mezzi tecnici, hanno riguardato, oltre a Xodu, due fisioterapisti, un uomo e una donna. Diverse le compagnie assicurative che, dalla Patavium, si sarebbero viste arrivare le richieste di risarcimento. Reati al momento ipotizzati, la truffa e il falso. Alcune attestazioni, infatti, sarebbero risultate contraffatte. Tra l'altro, per le presunte truffe, sarebbe stato utilizzato il nome di una società, “Assisto srl”, poi risultata fittizia: al suo recapito c'è un'abitazione privata.