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Figlio con l'utero “affittato” in Russia

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Processati a Viterbo per falso, arriva l'assoluzione. Nel frattempo la madre era morta

Nicola Moncada
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Per avere un figlio, s'erano recati in Russia. Avevano “affittato” un utero. E, ad allietare la loro vita di quarantenni, era arrivato un figlio. Rientrati nella Tuscia, hanno chiesto all'anagrtafe la trascrizione dell'atto di nascita registrato, in Russia, presso l'Ambasciata. Ma, accusati di falso, sono finiti sotto processo. Il giudice, Franca Marinelli, li ha assolti. Nel frattempo, però, la madre è morta. L'assoluzione, quindi, si è riverberata positivamente solo sul padre (e sul figlioletto). E' una storia triste, quella che vivono i due coniugi. Dopo anni di tentativi, volevano, come tante altre coppie nella loro stessa condizione, un figlio. Per questo, hanno tentato un escamotage. Sono partiti per la Russia, dove, con un utero “in affitto”, hanno creduto di realizzare il loro sogno. Alla nascita del bimbo, sisono recati all'Ambasciata, per registrarla. Poi, sono tornati nella loro terra (in un centro della Tuscia). E, all'anagrafe, hanno chiesto la trascrizione dell'atto di nascita “russo”. Ma, qui, sono sorti i problemi, Perchè, sul presupposto d'una loro falsa dichiarazione, l'anagrafe non ci ha pensato due volte, e ha inviato gli atti alla Procura. Di qui, l'inchiesta. Un'inchiesta per falso. Il procedimento, però, si è concluso (purtroppo, soltanto per il padre perchè, intanto, la madre è morta) positivamente. Se il falso sussisteva, era stato commesso in Russia. Non in Italia. Per le autorità russe, non c'erano state anomalie. L'atto, quindi, nel momento in cui i coniugi, all'anagrafe, ne hanno chiesto la trascrizione, era legittimo. Assoluzione per non avere commesso il fatto. Questo il verdetto del giudice, Franca Marinelli, all'udienza preliminare. L'amarezza, come detto, copre retrospettivamente questa storia. Perchè, nel frattempo, ci sono state la malattia e la morte della madre. Un sogno che, coltivato per anni, ha visto una trasferta in terre lontane e la ricerca, come molti ormai fanno, d'una donna che, della gravidanza, si facesse carico, e, attraverso una particolare forma di fecondazione, sono riusciti a far venire alla luce quel bambino che, in ogni caso, sarebbe stato il loro. Adesso, quel bambino rischiara la vita del solo padre. Riuscendo, forse, ad attenuarne il dolore.