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Viterbo, un cittadino su quattro sceglie di curarsi fuori provincia

Paolo Di Basilio
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Nel 1990 era al 35° posto, nel 2019 è al 73°. In poco meno di un trentennio della classifica della qualità della vita stilata dal quotidiano Il Sole 24 ore, la provincia di Viterbo è letteralmente precipitata. Trentotto posizioni perse in 29 anni, più di una posizione l'anno. In questo lasso di tempo c'era stato anche un exploit, con il ragguardevole 9° posto conquistato nel 1992. Da allora una lenta discesa nel baratro. L'unica magrissima consolazione, nell'ultima indagine sull'anno che si sta chiudendo pubblicata recentemente dal quotidiano della Confindustria, è data dalla lieve risalita rispetto al 2018, dal 74° al 73° posto. Come ormai si verifica da qualche anno tutto ciò, è il risultato soprattutto della sanità e in particolare della cosiddetta migrazione ospedaliera (vale a dire la percentuale di pazienti viterbesi che sceglie di curarsi fuori regione) a trascinare in basso il Viterbese: in questa particolare graduatoria la Tuscia è al 102° posto su un totale di 107 province con un tasso di migrazione del 24,9%: in pratica un cittadino su 4 sceglie di andare a curarsi altrove, vuoi per le liste d'attesa interminabili, vuoi - forse - per scarsa fiducia nei confronti della qualità dell'offerta sanitaria viterbese. Ma la sanità non è certo l'unico tallone d'Achille della provincia di Viterbo, che fa registrare in questo 2019 pessime performance anche nell'ambito della cultura e del tempo libero (73° posto nel 2019 contro il 36° di un anno fa), dell'ambiente e dei servizi (79° posto, con dieci posizioni perse rispetto al 2018), della ricchezza e dei consumi (75° posto), del trasporto pubblico (80°). Male anche il risultato ottenuto dalla Tuscia nel settore demografico (79° posto): e di solito se la popolazione cala vuol dire che cala anche il benessere di un territorio. Sono saliti a 90 (contro i 42 del 2018) quest'anno gli indicatori presi in considerazione nell'indagine del quotidiano economico, giunta alla sua trentesima edizione. Salvo rarissime eccezioni, la graduatoria segue fedelmente la fisionomia geografica dello Stivale: man mano che si scende verso il Mezzogiorno gli indicatori precipitano e la qualità della vita si abbassa. Viterbo come sempre fa registrare performance da Profondo sud e nella classifica regionale si piazza al terzo posto: davanti ci sono Roma (quindicesima a livello nazionale) e Latina (69° posto), dietro Frosinone (84°) e Rieti (88°). In cima alla classifica nazionale c'è la provincia di Milano, seguita da Bolzano e Trento, in coda c'è invece Caltanissetta