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Viterbo, decadenza del consigliere comunale Giacomo Barelli: resa dei conti dopo le feste

Giacomo Barelli

Paolo Di Basilio
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Filippo Rossi dà appuntamento a tutti per sabato 4 gennaio. Alle 17 dal pulpito del Teatro Caffeina - secondo il format dell'“uno contro tutti” - spiegherà il suo punto di vista sulla guerra del Natale, sul trasferimento del Caffeina Christmas Village a Sutri, sulle denunce con Fantaworld e sulla possibilità di portare via da Viterbo anche il festival estivo. Dai social spara intanto a zero contro la classe politico-amministrativa, attacca soprattutto il sindaco Arena e si dice sicuro che il 4 si divertirà moltissimo. Per approfondire leggi anche: Fantaworld denuncia Barelli: "Incompatibile con il ruolo di consigliere" Tutto fa spettacolo, dunque, ma il clima, dietro la realtà virtuale dei social e del palcoscenico, funzionale a caricare il tifo amico, è sempre più teso. Allo stesso modo, sempre più scomoda appare la posizione del consigliere comunale Giacomo Barelli. Contro di lui Fantaworld ha presentato una denuncia in Procura e un esposto in Prefettura, sollevando anche un presunto conflitto d'interesse che dovrà essere affrontato dal Consiglio subito dopo Capodanno. Andrà infatti messa ai voti la sua decadenza da consigliere. Per approfondire leggi anche: Barelli risponde: "Un privato non può chiedere le mie dimissioni" Come riportato da qualche sito cittadino, anche Barelli, per conto di Caffeina, ha però controdenunciato Fantaworld con un esposto in cui si parlerebbe di “truffa e appropriazione indebita, false comunicazioni sociali, impedito controllo, illegale ripartizione degli utili, omessa esecuzione di depositi e infedeltà patrimoniale”. Di fatto, ha spiegato l'avvocato-consigliere, Rossi & C. chiedono “che fine abbiano fatto gli introiti del Natale 2018 gestiti dall'amministratore della Fantaworld, Andrea Radanich”. In particolare, sostiene che “si parla di una cifra che si aggira intorno a 169 mila euro. Somma che a oggi Rossi, Baffo e Berardino non sanno come sia stata utilizzata e a chi sia stata data”. In questo quadro di guerra tra privati viene tirata in ballo la politica, che si divide in due schieramenti anche piuttosto trasversali: uno contro e l'altro a favore di Rossi e Caffeina. Motivo per cui il dibattito sull'eventuale decadenza di Barelli si annuncia come l'ennesima guerra di religione all'interno del parlamentino di Palazzo dei Priori. In realtà, così non dovrebbe essere, dal momento che il Consiglio sarebbe tenuto solo a verificare la regolarità degli atti compiuti e a valutare la loro aderenza etica alla Carta di Pisa varata sotto la precedente amministrazione, anche perché, viste le denunce penali e gli esposti, sarà comunque la Procura ad accertare se sono stati commessi reati. Per approfondire leggi anche: Derby tra villaggi di Natale tra Sutri e Viterbo Insomma, c'è la sensazione che ancora una volta si voglia buttare in politica ciò in cui in realtà la politica non dovrebbe entrare. A fronte cioè di società che si contendono un presunto “malloppo” a suon di denunce come si fa a patteggiare per gli uni o per gli altri? E come fa Rossi (sarà interessante verificare se il 4 lo spiegherà) a pretendere che in questa situazione l'amministrazione pubblica prenda le sue parti? In questo contesto, durante l'ultimo Consiglio hanno destato curiosità le posizioni espresse da Serra e Ricci, apparsi politicamente schierati con Barelli dopo essere stati, negli anni passati, tra i maggiori fautori della Carta di Pisa. Allo stesso modo sono sembrate sopra le righe le posizioni di altri che hanno parlato di gogna mediatica. Il problema è che facendo così la politica mostra sempre di più tutti i suoi limiti, diventando ancora di più soggetto passivo e non attivo della città.