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Furti nelle case, albanesi finiscono alla sbarra

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Sfilano i testimoni in aula per la raffica di colpi messa a segno nel 2005 a Vetralla

Federico Sciurpa
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Sfilano i testimoni, in tribunale, per la raffica di furti messi a segno, nel 2005, ai danni di case e tabaccherie di Vetralla, ma anche dei centri vicini. Un centinaio di colpi, in tutto, di cui sono stati ritenuti responsabili - tanto da imputarli - sei albanesi. Questi, all'epoca, abitavano a Roma e, secondo l'accusa, avrebbero usato un classico modus operandi, con il foro nel legno della finestra e l'introduzione di un gancio per girare le maniglie, per violare gli obiettivi prestabilire. I carabinieri - lunedì, sono stati sentiti un maresciallo e un ufficiale - arrivarono a sequestrare della refurtiva, per decine di migliaia di euro, e a ottenerne il riconoscimento - dopo un articolo di giornale - da parte delle presunte vittime. A difendere i sei,  alcuni avvocati di Roma e un unico avvocato viterbese, Marco Valerio Mazzatosta. Il processo, dopo l'istruttoria dibattimentale, è stato rinviato a marzo per il prosieguo. Già adesso, affiorerebbero alcuni dubbi e in congruenze nella ricostruzione di quanto accaduto allora a Vetralla e dintorni.