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Viterbo, a Orte scontro per il crollo del controsoffitto della palestra: documenti sequestrati dalla Procura

Paolo Di Basilio
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Le roventi polemiche durante e dopo il consiglio comunale di Orte del 23 dicembre, voluto dai gruppi di minoranza per chiedere conto al sindaco Angelo Giuliani sul crollo dell'isolamento termico avvenuto ad inizio dicembre, all'interno della palestra comunale, non si placano. Maggioranza e opposizione continuano a darsi battaglia a colpi di dichiarazioni a mezzo stampa. Da una parte i gruppi di Idee Chiare e Anima Orte, insoddisfatti sia per la mancata consegna di copia della documentazione sequestrata dalla Procura e relativa allo stato dei lavori, sia per la riapertura dei locali mensa e palestra a ottobre, quando erano ancora in corso i lavori di ristrutturazione dell'edificio. Per approfondire leggi anche: Crolla controsoffitto della palestra, salvi 16 bambini Dall'altra il sindaco Giuliani che definisce “irresponsabile” il comportamento delle opposizioni sostenendo che: “La documentazione è stata sequestrata dalla Procura. Tutto quello che avevamo a disposizione - ha dichiarato il primo cittadino di Orte - lo abbiamo consegnato, senza nascondere nulla. Le responsabilità le deve accertare la magistratura, non noi”. Anche il presidente del consiglio comunale (Lega Orte), Marco Tofone, è costretto ad intervenire, cercando di mettere il punto, almeno per il momento. Tirato in ballo nella querelle dal consigliere Roberta Savoia per la mancata consegna degli atti in sede di conferenza dei capigruppo, Tofone rispedisce al mittente le affermazioni poiché "infondate e inesatte". Per approfondire leggi anche: I gruppi di opposizione chiedono al sindaco di riferire in Consiglio “Nella conferenza dei capigruppo tenutasi prima del consiglio comunale – spiega Tofone -, ho affermato che sarebbero stati messi a disposizione atti pubblici in possesso del Comune. Atti che oggi sono in possesso della magistratura. I documenti sono stati sequestrati dalle autorità, in originale e con rapidità, proprio per evitare infiltrazioni”. “Il fatto è uno solo - precisa Marco Tofone -, questo consiglio comunale doveva servire solo a chiarire alcune posizioni di fronte alla popolazione, senza assumere condotte accusatorie e distorsioni politiche da parte delle minoranze. Si tratta di una questione delicata e con responsabilità tecniche, non politiche. Va portato rispetto verso tutti - conclude il preseidente del Consiglio -, fino a che la magistratura non abbia fornito i giusti chiarimenti”.