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Viterbo, i medi per l'ambiente lanciano l'allarme: melanomi e leucemie oltre la media nazionale

Paolo Di Basilio
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Sono oltre 5 mila nella Tuscia i pazienti con diagnosi di tumore effettuata negli ultimi 5 anni, pari all'1,6 per cento della popolazione.  Entrando più nel dettaglio, l'incidenza di melanomi cutanei e leucemie, in provincia di Viterbo risulta “essere significativamente superiore alla media italiana, sia tra i maschi, sia tra le femmine”. Sono dati contenuti nel terzo rapporto del registro tumori della provincia di Viterbo (2019) su cui, in occasione del recente convegno sull'acqua organizzato a Palazzo Gentili dal Biodistretto della Via Amerina e delle forre, si è soffermata la dottoressa Antonella Litta, membro dell'Isde, l'associazione dei medici per l'ambiente. Un'analisi ben più allarmante di quella che la stessa Asl aveva compiuto l'estate scorsa, sempre sulla base del rapporto 2019, durante il Consiglio comunale straordinario sui fitofarmaci e i pesticidi tenutosi a Palazzo dei Priori. In quell'occasione i medici della Asl avevano posto in evidenza il sostanziale allineamento ai dati nazionali dei tassi di incidenza tumorale viterbesi. Per approfondire leggi anche: Fitofarmaci, ecco cosa rischiamo Ma sono proprio i numeri relativi ai melanomi cutanei e alle malattie di tipo leucemico a destare maggiore preoccupazione. Nel primo caso, negli anni 2008-2013 si è registrato in provincia di Viterbo un tasso standardizzato di 24,6 casi ogni 100 mila abitanti negli uomini e di 19,9 nelle femmine, per un totale di 21,8, a fronte di una media nazionale inferiore al 18 negli uomini e al 15 nelle donne. Analogamente, per quanto riguarda le leucemie, nello stesso periodo di tempo si è registrato un tasso standardizzato del 28,8 ogni 100 mila abitanti (37,8 negli uomini e 22,1 nelle donne), contro una media nazionale di gran lunga inferiore. Nel suo intervento durante il convegno la dottoressa Litta ha messo in relazione la maggiore incidenza di queste due forme tumorali con l'utilizzo di pesticidi, particolarmente importante soprattutto nell'ex distretto sanitario VT5, quello in cui ricade l'area dei Cimini dove più sviluppata è la nocciolicoltura. Per approfondire leggi anche: Aumentano tumori e malattie croniche a causa dell'arsenico “Ci sono studi scientifici accreditati da diverso tempo che legano il melanoma all'esposizione a pesticidi - ha scandito la dottoressa Litta -. In un distretto come il nostro, dove è in forte espansione un tipo di agricoltura che fa uso di queste sostanze, questo dato è sottostimato e quindi serve che vada approfondito”. La referente viterbese dell'Isde si è anche soffermata sui rischi legati all'arsenico e alle microcistine prodotte dall'alga rossa presente nel lago di Vico: “L'unica soglia di sicurezza è pari a zero - ha sottolineato Litta -. Questo tipo di contaminanti nelle acque non dovremmo proprio averli”. L'Isde è impegnata in campo nazionale e internazionale per promuovere informazioni in materia di ambiente e salute. “E' necessario sostenere e consigliare le altre categorie professionali e le amministrazioni - si legge nel sito - affinché promuovano politiche di prevenzione e di salvaguardia ambientale, creando consenso intorno a scelte talvolta scomode e impopolari, così come è necessario intervenire, vuoi anche per via legale, contro i soggetti che perseguono iniziative non rispettose della salute e dell'ambiente”.