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Viterbo, la Coldiretti alza la voce contro l'inceneritore a Tarquinia: "Progetto inaccettabile"

Paolo Di Basilio
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“Il tema dell'ambiente non può passare in secondo piano e quanto sta accadendo nel viterbese con l'ipotesi di realizzazione di un inceneritore a Tarquinia è inaccettabile”. Il presidente della federazione romana di Coldiretti, Niccolò Sacchetti, interviene così sulla vicenda dell'impianto di Tarquinia facendo eco alla posizione già espressa dai colleghi della federazione locale della principale organizzazione agricola del Lazio. Sacchetti ribadisce la posizione a sostegno dell'ambiente e a favore della vasta area protetta che si sviluppa a ridosso di Pian D'Organo- Pian Dei Cipressi che va tutelata e salvaguardata e che rappresenta un valore per il territorio. Per approfondire leggi anche: Giulivi dice no al termovalorizzatore “Inceneritori di questo tipo, il cui nome viene spesso edulcorato proprio per rendere l'idea di qualcosa di innocuo per la natura – sottolinea Sacchetti -, intervengono pesantemente sui territori sul piano delle emissioni e dell'indotto legato ai livelli di traffico. Non si può non tenere conto del fatto che il nostro territorio è già messo a dura prova dalla forte antropizzazione e dalla presenza di numerose attività industriali e aziende e che a quelle presenti si andrebbero ad aggiungere emissioni che, seppure garantite sulla carta, difficilmente riuscirebbero ad essere controllate davvero e in maniera costante. Il problema è però più ampio – sottolinea – si tratta infatti di rimettere mano all'intero concetto di valorizzazione del nostro territorio e questo tema interessa fortemente anche la Capitale per le zone a confine con le altre province del Lazio. Abbiamo un patrimonio straordinario con ecosistemi diversi che vanno preservati e con tradizioni e culture che meritano di essere valorizzate e non messe in crisi da una discutibile forma di progresso. Ci piace pensare che le amministrazioni pubbliche, compreso quelle interessate da questa vicenda, intendano investire davvero nel settore agricolo in un luogo dove questo mondo è parte integrante da sempre della storia della sua gente. In questo contesto, con la sensibilità che la stragrande maggioranza dei cittadini hanno per questi temi, sentire parlare di un impianto in quella zona che prevederebbe di bruciare rifiuti, tonnellate di rifiuti fino a 500mila all'anno, è assurdo e, voglio ribadirlo, inaccettabile. Altro che clima e riscaldamento globale, questa scelta porterebbe la zona del viterbese e quelle a ridosso anche della Capitale e l'intera Italia centrale completamente fuori contesto, anzi, fuori dalla storia”.