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Viterbo, la violentano in due mentre è ubriaca: regge il racconto della donna

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Paolo Di Basilio
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Prima l'hanno fatta ubriaca poi hanno abusato di lei quando era incosciente. Due viterbesi sono indagati per violenza sessuale aggravata di gruppo ai danni di una 37enne. L'indagine è venuta alla luce dopo che nei giorni scorsi gli è stato notificato l'avviso di conclusione indagine firmato dal pm Michele Adragna. Nei prossimi giorni i due indagati - che hanno 54 e 42 anni - possono chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive. Per approfondire leggi anche: Picchia e violenta la moglie, arrestato marito-padrone I fatti sono avvenuti la notte del 28 settembre nell'abitazione di uno degli indagati che sta alla periferia di Viterbo. I due avevano convinto la donna a seguirli e una volta in salotto avevano iniziato a versarle da bere fino a farla ubriacare. Già dai primi momenti in casa i due, la ricostruzione è stata fatta seguendo i racconti forniti dalla vittima, hanno tentato degli approcci sessuali con la vittima. Era stato il più giovane a prendere l'iniziativa palpeggiandola al seno e al sedere. Quando la donna era ormai ubriaca sono iniziati gli atti sessuali che, secondo la Procura, si configurano come delle vere e proprie violenze. “Approfittando della sua totale incapacità di reazione, la costringevano a subire atti sessuali”, si legge nell'avviso di conclusione indagine. Il pm scrive che la 37enne al momento dei fatti contestati “era in uno stato di incoscienza o comunque di minorata lucidità, in ragione di una manifesta ebbrezza alcolica”. Dunque, secondo l'ipotesi della procura, i due avrebbero approfittato “delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della stessa” avrebbero costretto la 37enne a subire atti sessuali, palpeggiamenti al seno, alle parti intime e al seno. Per approfondire leggi anche: Processo con il rito abbreviato per il fisioterapista La donna si è resa conto di quello che aveva subito solo qualche ora dopo quando si è recata al pronto soccorso dell'ospedale Belcolle dove poi è stato attivato il percorso rosa - il protocollo per soccorrere e supportare le vittime di violenze di genere -che ha fatto scattare le indagini. Quella notte la donna non accettò il ricovero in ospedale, tuttavia nei giorni successi, a causa di diversi malesseri causati dallo choc è stata al pronto soccorso più volte. Le indagini sono state affidate alla sezione specializzata in reati di genere della squadra mobile. La vittima (assistita dall'avvocato Francesca Bufalini) è stata ascoltata sia dagli agenti che dal magistrato. Il suo racconto, da quello che è filtrato, è stato sempre coerente. Non sono emerse contraddizioni. Non ci sono video o foto delle presunte violenze e nemmeno filmati che provano la presenza in quella casa il 28 settembre. Solo il racconto della donna che, come detto, non è sempre stato lo stesso dall'inizio. Circostanza che ha spinto il pm a ipotizzare il reato di violenza sessuale aggravata a carico dei due viterbesi che sono difesi dagli avvocati Maria Maurizi e Roberto Merlani del foro di Viterbo.