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Viterbo, si cercano altre vittime del pedofilo che ha baciato due alunni delle scuole medie a Capranica

Paolo Di Basilio
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Continuano le indagini dei carabinieri sul presunto pedofilo che avrebbe adescato, baciato e palpeggiato due ragazzini delle scuole medie. Il pakistano di 20 anni, che lavora saltuariamente negli autolavaggi a mano, è agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di minori. Questa l'ipotesi avanzata dal pm Eliana Dolce che ha portato all'ordinanza cautelare firmata dal gip Francesco Rigato. Ora i carabinieri stanno cercando di capire, con accertamenti anche nella comunità pakistana che è insediata nell'area di Capranica, se ci sono altre vittime. Si vuole capire se il giovane in passato ha avuto atteggiamenti simili a quelli che gli vengono contestati dai carabinieri. Per approfondire leggi anche: Baci in bocca a due minorenni, arrestato I militari della stazione di Capranica sono arrivati al pakistano grazie alla descrizione fornita dai due ragazzini vittime dei presunti abusi. L'uomo sarebbe stato poi riconosciuto durante un esame che si è svolto venerdì mattina, il pomeriggio è stata eseguita poi l'ordinanza di arresto. Per approfondire leggi anche: Il pakistano riconosciuto dalle vittime Ora bisognerà capire come intende muoversi la Procura. Appare scontata la richiesta di un incidente del probatorio per raccogliere nell'immediatezza la testimonianza dei ragazzini secondo le procedure previste dal codice. Insomma, con ogni probabilità la loro versione sarà raccolta prima dell'eventuale processo davanti al gip. Con ogni probabilità, così come avvenuto per casi simili, si ripeterà anche il riconoscimento. Le indagini sono partite dopo la denuncia dei genitori dei due alunni che avevano raccolto le loro confidenze. Hanno riferito di essere stati avvicinati dal pakistano che, con insistenza, avrebbe tentato di attaccare bottone accarezzandoli nelle parti intime e cercando di baciarli in bocca. Il caso assomiglia molto a quello del pedofilo seriale di Viterbo. Anche per quei fatti, avvenuti a maggio, è in carcere un pakistano che, tuttavia, si è sempre professato innocente.