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Viterbo, dopo le elezioni per il Consiglio provinciale non c'è più una maggioranza

Pietro Nocchi

Paolo Di Basilio
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Per il presidente della Provincia l'entusiasmo post elettorale è durato pochissimo. Alla luce della presa di posizione del neo eletto consigliere Fabio Valentini e del coordinatore provinciale della lista Per i Beni comuni, Pietro Nocchi non dispone attualmente di una maggioranza. La situazione di parità determinata dall'esito delle urne (6 consiglieri al centrosinistra e 6 al centrodestra), con il voto del presidente che avrebbe fatto pendere dalla sua parte il piatto della bilancia, di fatto è già venuta meno. Per l'anatra zoppa Nocchi, il cui mandato scade tra due anni, la strada è quindi tutta in salita. Fabio Valentini e Bengasi Battisti nell'analizzare il risultato sono stati chiari: nessuna fiducia in bianco al centrosinistra. “Le scelte e le decisioni che la nostra lista assumerà nel corso della consiliatura - hanno spiegato l'ex vice di Nocchi e l'ex sindaco di Corchiano - non saranno mai a sostegno o contro un'area politica, un partito o una persona. Al contrario, saranno per affermare idee, contenuti e pratiche". Tradotto dal politichese, significa che il presidente il voto della lista Per i beni comuni può scordarselo. D'altra parte Valentini è espressione di quell'area moderata e riformista che fa riferimento all'ex ministro Giuseppe Fioroni, che di Nocchi e dell'attuale gruppo dirigente del Partito democratico viterbese è oggi acerrimo oppositore. Per approfondire leggi anche: Sorpresa alle provinciali, non vince nessuno La lista Per i Beni comuni nel nuovo consiglio provinciale intende quindi dare voce “a tutte quelle realtà comunitarie che combattono a difesa dei propri territori ostacolando quelle aggressioni che rischiano di sottrarre salute e futuro”. D'altra parte i temi che stanno a cuore a Valentini e a Battisti - dalla gestione pubblica dell'acqua alla tutela dell'ambiente, dalla riduzione del consumo di suolo alla lotta ai fitofarmaci - non sono esattamente coincidenti con quelli in cima all'agenda di Nocchi e dell'area dem alla quale il presidente fa riferimento. “Abbiamo costruito una proposta di scopo nel tentativo, riuscito, di presidiare e contaminare il consiglio provinciale - continuano Fabio Valentini e Bengasi Battisti -. Cosa che faremo introducendo innanzitutto il tema della gestione pubblica dell'acqua, da realizzare attraverso l'applicazione della legge regionale numero 5 del 2014”. Il presidente Nocchi quindi dovrà cercarsi di volta in volta i numeri per far approvare i suoi provvedimenti dal Consiglio. Il rinconfermato consigliere provinciale meloniano Gianluca Grancini ribadisce da parte sua la totale indisponibilità della lista Tuscia tricolore a fare da stampella: “Non c'è stato, non c'è e non ci sarà mai - sottolinea Grancini - alcun accordo tra Fratelli d'Italia e il presidente. Tant'è che appena saranno pubblicati gli atti del bilancio presenteremo un ricorso prima in prefettura e poi al Tribunale amministrativo regionale per l'evidente vizio di forma che si è determinato con l'approvazione del documento senza il preventivo parere dell'assemblea dei sindaci, non vincolante ma obbligatorio”.