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L'elicottero non aveva il dispositivo per tranciare le linee elettriche

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L'incidente in cui sono morti il comandante dell'Aves e un allievo: convalidato il sequestro del mezzo. Proclamato il lutto cittadino

Nicola Moncada
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L'ora della commozione. Ma non è un mistero che, sotto di essa, affiori anche dell'altro: i dubbi, gli interrogativi. Le ombre. I resti dell'elicottero, i piani di volo - tutto, ora, è in possesso dei carabinieri della compagnia di Tuscania che, guidati dal capitano Massimo Cuneo, hanno effettuato il sequestro. Sequestro convalidato,venerdì, dalla Procura militare (dottoressa Masala). Mentre, sabato mattina, il pubblico ministero viterbese, Chiara Capezzuto, affiderà l'incarico a un consulente: un colonnello dell'Arma,di stanza a Pratica di Mare, che dovrà svolgere indagini tecniche sulla tragedia. Dell'”accertamento irripetibile”, è stato dato anche avviso - in un procedimento per ora contro ignoti - ai familiari delle vittime. Ma, al di là delle procedure e delle prime tappe delle inchieste, c'è di che riflettere. Per esempio, sull'esistenza o meno di palloncini di segnalazione sulla linea dell'energia elettrica controcui, secondola ricostruzione più accreditata, sarebbe finito l'elicottero di Calligaris e Lozzi, un AB 206, impegnato in un volo di addestramento nell'area di Pian della Selva, a Tuscania. Il cavo, stroncato, starebbe lì a testimoniare che, dopo averlo colpito, l'elicottero sarebbe andato a schiantarsi,a centinaia di metri di distanza, sul fondod'un canalone. Quell'elicottero, al contrario di molti altri, non avrebbe posseduto un dispositivo tranciacavi: una sorta di forbice, con lame all'altezza dei pattini e del rotore (foto grande). L'avesse avuto, i due, forse, si sarebbero salvati. Non solo. C'è da chiedersi come mai, per l'addestramento, vengano ancora usati elicotteri, come l'AB 206, ormai vetusti e obsoleti, almeno rispetto a tanti altri velivoli in dotazione all'Aves. E, questo, anche se la loro manutenzione è rigorosissima. Ieri, intanto, è stata eseguita l'autopsia sui due corpi. A causare la morte, sarebbe stato l'impatto con il suolo.Non sarebbe emerso - almeno macroscopicamente - nient'altro. Quello che è successo sulla “Romeo 53”, zona militare ad alta densità di voli a media e bassa quota, resta,almeno per ora, un enigma. Ma una realtà come l'Aves, con piloti e specialisti di caratura internazionale apprezzati in tutto il mondo, meriterebbe forse di più.