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Lite finisce a coltellate, giovane condannato a sei mesi

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Annamaria Socciarelli
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E' stato condannato a dieci mesi di carcere il giovane di 23 anni accusato di lesioni aggravate e divieto di porto d'arma ai danni di altri tre ragazzi, due romeni e un italiano, per una presunta aggressione avvenuta a Viterbo, in pieno centro storico, nel dicembre del 2015. Ieri mattina, davanti al giudice, Giacomo Autizi, il ragazzo ha dichiarato di aver utilizzato il coltello per difendersi da un'aggressione di gruppo. I fatti a processo risalgono alla notte tra il 19 e il 20 dicembre di quattro anni fa, quando il 23enne si trovava in una discoteca del centro storico, nei pressi di via Saffi. All'uscita del locale, il 23enne aveva trovato alcuni giovani che erano lì, ad aspettarlo, e in pochi minuti era scattata una furiosa lite. Il 23enne era riuscito a sfuggire ai presunti aggressori per ben due volte, finché non aveva trovato rifugio in un vicolo del quartiere medievale di San Pellegrino, ma, una volta raggiunto dal gruppo, sarebbe stato di nuovo aggredito e così, per difendersi, avrebbe deciso di colpire i presunti aggressori con un coltello che aveva nella giacca, che indossava in quel momento. Il tutto, però, non prima di aver avvertito il padre di ciò che stava succedendo. L'imputato, sottoposto a esame, ha dichiarato di non ricordarsi di avere con sé il coltello con cui si sarebbe difeso, perché non ricordava di avere l'arma nella tasca della giacca, che indossava di solito per andare a lavorare in campagna con il padre, e di averla utilizzata per difendersi dal branco. Il coltello fu ritrovato dagli inquirenti durante la perquisizione in casa del 23enne, ancora sporco di sangue. Il pubblico ministero nella requisitoria, dopo aver seguito le affermazioni dell'imputato, ne ha richiesto la condanna. Così anche la parte civile, non ritenendo credibili le motivazioni del 23enne e del padre che ha testimoniato nell'udienza precedente dello scorso mese di aprile.