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La Patata dell'Alto Viterbese protagonista di un progetto che unisce tutela dell'ambiente e delle eccellenze agroalimentari

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Cambiamenti climatici e scarsità idrica rendono fondamentale l’uso consapevole delle risorse, senza il quale le migliori colture italiane sono a rischio. Grazie a un’iniziativa promossa dal marchio leader nel mercato dei prodotti per lavastoviglie, i coltivatori del tipico tubero laziale potranno risparmiare 1 milione di litri d’acqua all’anno

Il Lazio, così come il resto dell’Italia, è caratterizzato da un’ampia varietà di eccellenze agroalimentari che presentano un legame profondo con il territorio e vanno a impreziosire le antiche ricette locali, al punto da essere considerate a tutti gli effetti parte integrante del patrimonio culturale. Per certificarne la qualità e garantirne la tutela, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha istituito il marchio PAT (prodotti agroalimentari tradizionali) e creato un apposito elenco con la collaborazione delle Regioni.


Tra le specialità laziali registrate rientra la patata dell’Alto Viterbese, tubero maturo con forma ovale allungata e regolare, buccia liscia, polpa di colore giallo dal sapore intenso e gradevole, tanto da renderla protagonista di molte ricette. Le sue peculiarità distintive sono dovute alla composizione del suolo, caratterizzato da terreni di origine vulcanica ricchi di potassio e da un microclima influenzato dal Lago di Bolsena che, grazie alla sua azione mitigatrice, determina condizioni particolarmente favorevoli per la coltivazione di questo prodotto.

 

Cambiamenti climatici e scarsità idrica, purtroppo, rappresentano una minaccia sempre più preoccupante per le colture italiane ed è proprio con il preciso obiettivo di unire difesa dell’ambiente e tutela delle eccellenze agroalimentari che Finish ha ideato il progetto “Acqua nelle nostre mani”. Il marchio leader nel mercato dei prodotti per lavastoviglie, dopo le azioni compiute a sostegno del Pomodorino Giallo in Cilento, del Limone dell’Etna IGP in Sicilia e del Pomodoro Pera in Abruzzo, ha deciso di dedicarsi alla Patata dell’Alto Viterbese, rinnovando il proprio impegno in favore del territorio italiano e del prezioso bene dell’acqua.


Il progetto prevede un intervento di efficientamento idrico attuato nelle coltivazioni che, attraverso l’essenziale contributo delle nuove tecnologie, permetterà di ottenere un risparmio annuo stimato in circa un milione di litri d’acqua. La consolidata collaborazione tra Finish e il Future Food Institute, centro di eccellenza italiano nell’ambito dell’innovazione agroalimentare, darà la possibilità alle aziende produttrici di patate dell’Alto Viterbese di usufruire della tecnologia Daiki di SmartIsland. Questa startup di Caltanissetta ha sviluppato un robot di intelligenza e visione artificiale in grado di rilevare i dati climatici per prevenire lo sviluppo di malattie delle piante e monitorare costantemente il loro fabbisogno d’acqua, contribuendo anche al miglioramento delle condizioni delle colture e del prodotto finale.

 

A supporto del progetto è stata attivata anche una partnership tra Finish e PAC 2000A Conad per promuovere in tutti i punti vendita presenti sul territorio regionale un’azione di sensibilizzazione sull’uso sano e consapovole delle risorse, tema verso il quale si riscontra un’attenzione crescente, come conferma l’indagine condotta da Ipsos a proposito delle abitudini e delle percezioni degli italiani sul tema del consumo dell’acqua e della sua scarsità. Il 97% degli intervistati, infatti, ritiene che le eccellenze agroalimentari nostrane siano a forte rischio e il 77% ha dichiarato di provare a ridurre nella quotidianità lo spreco di acqua.


Il 64%, inoltre, si è detto pronto a rinunciare a qualcosa nel presente se questo significasse assicurare più risorse per le generazioni future, mentre un consistente 60% ha addirittura espresso la sua disponibilità a modificare radicalmente le proprie abitudini in favore dell’ambiente. Testimonianze importanti che certificano una volta di più la validità e l’attualità del progetto “Acqua nelle nostre mani”. Nell’ambito dell’iniziativa, tra l’altro, verranno consegnate al Consorzio della Patata dell’Alto Viterbese 5 borse di studio per partecipare a uno dei Digital Bootcamp organizzati dal Future Food Institute. Un’opportunità, che prevede programmi multigenerazionali e multiculturali della durata di un mese, da condividere con dipendenti, stakeholder o clienti per aumentare le loro competenze in materia di sostenibilità e favorire la diffusione di buone pratiche agricole.