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Viterbo, la Procura indaga sull'inquinamento e invia una lettera ai sindaci: "Mettetevi in regola"

Paolo Di Basilio
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La procura indaga sull'inquinamento del lago di Bolsena. E ha inviato ai sindaci del comprensorio una lettera di sollecitazione a correre ai ripari e a fare la manutenzione trascurata negli ultimi mesi, dopo che il Cobalb è fallito e i tre operai della Comunità bacino lago di Bolsena sono rimasti senza soldi e senza mezzi per intervenire. Per approfondire leggi anche: Collettore Colbab, vertice in Prefettura “Non si tratta di avvisi di garanzia nei confronti dei sindaci, ma di un fascicolo che stiamo gestendo – spiega il procuratore capo Paolo Auriemma -. La lettera arrivata ai sindaci del lago di Bolsena è una comunicazione in merito a delle irregolarità sul loro territorio di cui gli stessi sindaci devono occuparsi. E' aperto un procedimento penale al riguardo”. Insomma, gli sversamenti di liquami nelle acque sono sempre più frequenti, e ora si è arrivati al limite dell'emergenza igienico-sanitaria. Il procedimento penale è nelle mani dei pubblici ministeri Eliana Dolce e Stefano D'Arma. I quali si avvalgono dei carabinieri forestali in veste di polizia giudiziaria, per l'esattezza il Nipaf (nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale), che da quando è stato aperto il fascicolo ha rilevato molti scarichi non autorizzati. I controlli dei forestali hanno anche evidenziato il malfunzionamento di tutto il sistema fognario del lago (semianello circumlacuale). Per approfondire leggi anche: Macchia oleosa nel lago, indagano i carabinieri E ora? Che faranno i Comuni dopo il cartellino giallo che la procura ha sventolato loro in faccia? Ieri pomeriggio c'è stato un incontro tra i sindaci di Gradoli, Montefiascone, Grotte di Castro, San Lorenzo nuovo, Bolsena, Marta, Capodimonte e Valentano, vale a dire i soci del Cobalb fallito. Qui i primi cittadini hanno fissato dei punti di intervento. Con questa unità d'intenti, al più presto si incontreranno con il prefetto Giovanni Bruno. Ma per i sindaci è importante anche avere delle pezze d'appoggio, nel caso in cui il procedimento giudiziario prendesse una brutta piega. Infatti, durante l'incontro i primi cittadini si sono rivolti allo studio degli avvocati viterbesi Roberto e Francesco Massatani per avere dei consigli. “Negli ultimi mesi ci sono stati degli sversamenti di liquami, che inquinano il terreno e le acque”, è scritto nella lettera della procura. La quale chiede ai sindaci una relazione per sapere cosa hanno fatto nell'imminenza degli sversamenti. Insomma, i sindaci devono dimostrare alla magistratura se hanno fatto tutto il possibile per tutelare la salute della gente e l'equilibrio dell'ambiente del lago. “La lettera ci invita a comunicare tutte le iniziative amministrative e tecniche adottate, e quelle che si attiveranno in relazione alla grave situazione del Cobalb”, afferma il sindaco di Gradoli Attilio Mancini.