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Unopiù, 22 lavoratori a casa

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Paolo Di Basilio
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i salvano solo in 12. Due lavoratori finiranno nel nord Italia, altri 22 invece a casa. Si è conclusa così, ieri mattina al ministero del Lavoro, la lunga vertenza Unopiù, l'azienda di arredamento per esterni di Soriano nel Cimino che il 14 settembre scorso aveva avviato le procedure di licenziamento per esubero di 36 dipendenti su un totale di 130. Al tavolo si sono seduti ancora una volta i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e l'amministratore delegato Christian Rauch. Presente anche il sindaco soriane Fabio Menicacci. Un finale in parte già scritto: l'azienda, durante questi tre mesi di trattativa, aveva dichiarato a più riprese non percorribile la strada degli ammortizzatori sociali, proposta della triplice, alla luce della grave crisi che sta attraversando. Una crisi strutturale e non congiunturale, a detta dello stesso Rauch, che a inizio ottobre, nel corso di un vertice in prefettura, aveva lamentato un crollo del fatturato, oggi ridotto a poco più di 20 milioni di euro contro gli ottanta degli anni d'oro. A fronte di ciò, le parti, con la mediazione dei funzionari ministeriali, hanno raggiunto un accordo che limita solo in parte la perdita occupazionale. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 4 DICEMBRE E NELL'EDICOLA DIGITALE