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Cittadini tartassati: dal 2012 le tasse sono cresciute del 6%

Evandro Ceccarelli
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“Aumentate del 6% imposte e tasse nell'ultimo triennio”. A renderlo noto è Giancarlo Turchetti, segretario della Uil Viterbo, sulla base di uno studio a cura della Uil servizio politiche economiche e territoriali. “In valori assoluti - spiega Turchetti - tra addizionali Irpef, Imu, Tasi, tariffe rifiuti, bollo auto e imposta rc auto, nel 2014 i cittadini italiani hanno pagato 58,7 miliardi di euro”. Un aumento che, rispetto al 2012 è quantificabile in 3,3 miliardi di euro in più. “Ciò significa - spiega Guglielmo Loy, segretario confederale Uil - che nell'ultimo anno mediamente gli italiani hanno pagato, per tasse locali, 966 euro pro capite, neonati compresi, con un aumento di 54 euro rispetto al 2012, quando mediamente l'esborso è stato di 912 euro”. Nello specifico, tra il 2012 e il 2014, l'addizionale regionale Irpef è aumentata dell'11,6%, il bollo auto del 12,6%, l'Imu e Tasi del 2,2%, l'addizionale comunale Irpef del 16,5%, la tariffa rifiuti del 2,8%, le imposte e tasse provinciali (Rc auto, Ipt e Tefa) dell'1,7%. Sempre nello stesso periodo la spesa corrente di Regioni, Province, Comuni e Asl è aumentata in valori assoluti di 9 miliardi di euro (+2,8%), equivalenti a 3.700 euro medi per abitante. “Ma a beneficiarne - prosegue Turchetti - non sono stati i lavoratori e le lavoratrici del settore, poiché le spese totali per il personale, nel 2014, con 57,1 miliardi di euro, sono diminuite del 6,1% (3,7 miliardi di euro). Un risultato dovuto, oltre al gravissimo rinvio dei rinnovi contrattuali, con il blocco delle retribuzioni individuali ferme al 2010, anche al blocco del turn over. Dei 57,1 miliardi di euro del costo complessivo del personale, per la sanità (escluso privato e convenzionato), la spesa ammonta a 35,9 miliardi di euro nel 2014 (592 euro medi per abitante), in diminuzione del 4,8% rispetto la 2012 (1,8 miliardi in meno)”. I dati oggetto dell'analisi dimostrano come il carico fiscale a livello locale sia in costante aumento e abbia raggiunto i livelli di guardia. “Il Governo - concludono dalla Uili Viterbo - farebbe bene a stanziare risorse vere per il rinnovo dei contratti dei lavoro”.