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I video dello stupro condivisi su WhatsApp

Paolo Di Basilio
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Uno dei video girati durante lo stupro era finita in una chat WhatsApp del Blocco Studentesco e tra i destinatari c'era anche il padre di Riccardo Licci, il militante di Casapound finito in carcere insieme al consigliere comunale di Vallerano Francesco Chiricozzi con l'accusa di aver stuprato, la notte tra l'11 e il 12 aprile, una donna di 36 anni all'interno dell'Old Manners in piazza Sallupara. Dopo gli interrogatori di garanzia - durante i quali i due indagati hanno parlato di un rapporto consenziente - la Procura potrebbe chiedere un incidente probatorio per "cristallizzare" la versione della vittima. In casi di violenza viene chiesto spesso per evitare che le vittime possano essere condizionate con il passare del tempo. Si tratterebbe di un'udienza anticipata, in camera di consiglio e con tutte le parti, per sentire la parte offesa e poi utilizzare il tutto come fonte di prova nel futuro processo. Nelle dieci pagine dell'ordinanza cautelare emerge che almeno un video sarebbe stato condiviso in una chat del Blocco Studentesco. Tra i destinatari il padre di Licci che gli avrebbe consigliato di gettare il telefono. Altri membri del gruppo avrebbero suggerito un "hard reset" per cancellare ogni traccia dei file video dai dispositivi. Filmati che invece sono stati trovati nel cellulare di uno dei due ragazzi dalla polizia. "Divertiamoci un po..." avrebbero detto i due alla donna una volta dentro il circolo privato, dopo averla fatta bere. Al rifiuto della donna sarebbe partito un pugno e poi gli abusi filmati con i cellulari. Gli avvocati dei due ragazzi, Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate, hanno chiesto i domiciliari per i loro assistiti.