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Manifestazione contro la violenza

la manifestazione contro la violenza due anni fa a Vallerano

Paolo Di Basilio
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La Rete degli Studenti medi scende in piazza contro la violenza. Appuntamento per sabato 4 maggio a Viterbo. Questa la nota diramata dagli studenti: "Gli avvenimenti descritti dalla stampa in questi giorni hanno fortemente scosso il nostro territorio e devono necessariamente spingerci ad una riflessione. Per questo abbiamo deciso di lanciare, come Rete degli Studenti Medi, una mobilitazione per sabato 4 maggio, un appello a scendere in piazza contro la violenza. Intendiamo manifestare contro il dilagare della violenza che popola la nostra quotidianità. La violenza che partiti come Casa Pound hanno eletto a pratica politica aggregando attraverso rabbia e timori. Quella stessa violenza che troppo spesso domina I rapporti tra i sessi, una violenza che in maniera preoccupante porta sempre più spesso a registrare episodi di cronaca analoghi: secondo l'Istat, in Italia, il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza, il 5,4% (1 milione 157 mila) avrebbe invece subito almeno uno stupro o tentato stupro. Dobbiamo condannare ogni tipo di violenza e di vessazione da parte di chiunque si senta in diritto di esercitare la propria forza sugli altri e dobbiamo rivendicare un modello di società solidale che sappia educare al rispetto dell'individuo partendo dalle scuole. Scendiamo in piazza questo sabato  4 maggio dalle 17, da piazza della Rocca, invitando a partecipare associazioni, istituzioni e cittadini, per dimostrare che Viterbo non è una città violenta e per impegnarci  affinché simili eventi non si ripetano". Ha aderito all'iniziativa il coordinamento provinciale MDP art.1: "I fatti di violenza da noi già denunciati ci riportano a sostenere una presa di posizione importante verso questi atti di brutalità per questo ringraziamo i giovani della Rete degli Studenti per aver messo in piedi una mobilitazione affinché tutti insieme possiamo diventare un' unica voce forte e autorevole, questi soprusi, maltrattamenti cosi come è avvenuto da noi, ci riportano a temi scottanti che pretendiamo vengano presi subito in esame: contrastare subito e fortemente ogni tipo di violenza scritta verbale  fisica, basta con la violenza sulle donne sono necessari interventi forti ogni giorno, ogni ora, subiamo molestie angherie soprusi e violenza, basta con la violenza politica". In piazza con gli studenti anche l'Usb: "Se mai bisogna confondere la condotta penale individuale dal pensiero politico, risulta però necessario, conoscere l'humus ideologico e culturale in cui si muovono soggetti appartenenti a determinate organizzazioni. Apologia del fascismo, cultura della violenza e incitamento all'odio razziale, squadrismo, maschilismo, propaganda contro i movimenti delle donne, sono gli elementi caratterizzanti di alcune organizzazioni di estrema destra presenti anche nel nostro territorio. Troppe ormai sono le aggressioni e le provocazioni che hanno segnato negli ultimi tempi: dal vile pestaggio del ragazzo di Vignanello, reo di aver realizzato una scritta ironica, alle ripetute azioni intimidatorie ultima tra le quali quella presso la sede del sindacato Usb, alle campagne denigratorie costruite ad arte verso gli immigrati, sino ad arrivare al gravissimo fatto di questi giorni in cui ancora una volta emerge la drammatica realtà della donna oggetto di possesso. Occorre ricordare che in questo paese la propaganda fascista, gli atti e i relativi metodi sovversivi del sistema democratico sono reati e, come tali, vanno perseguiti". Ha aderito alla manifestazione anche lo Spi-Cgil:  “Lo Spi Cgil di Civitavecchia Roma Nord Viterbo - dice la segretaria Miranda Perinelli -  aderisce con convinzione alla manifestazione indetta per sabato 4 maggio alle 17 dalla Rete degli Studenti Medi di Viterbo. Come sindacato, non possiamo restare a guardare inermi di fronte all'ennesimo episodio di violenza che ha duramente sconvolto la Tuscia. Ma allo choc dobbiamo reagire scendendo in piazza per ribadire che il rispetto dei diritti, delle diversità, della Costituzione su cui si fonda la nostra Repubblica democratico è il miglior antidoto contro i reati dell'odio. È ora che in questa provincia le istituzioni che rappresentano i cittadini abbandonino la superficialità con cui troppo spesso sono stati trattati e commentati i crimini commessi dai militanti di Casapound, partito che si proclama fascista quando – è bene ricordarlo perché nessuno pare lo faccia – la legge Scelba vieta l'apologia del fascismo che, quindi, è un reato. Di fronte agli innumerevoli episodi di cronaca che hanno visto protagonisti membri di Casapound indagati per violenza, aggressioni, pestaggi, troppo spesso nella Tuscia ci si gira dall'altra parte e si fa finta di nulla. Quindi diciamo basta a questo atteggiamento e chiediamo a tutte le istituzioni, a partire dal Comune di Viterbo, di scendere in piazza al fianco degli studenti per dimostrare che esiste un'altra città che ripudia ogni tipo di violenza, di odio, di intolleranza. Solo così potremo dimostrare che dietro alle parole di condanna per lo stupro e per ogni altro atto violento ci sono anche fatti concreti”. In piazza anche l'associazione Vetralla Tutta:  "Uno stupro è una violenza ignobile, la rete di connivenza che si sta scoprendo in questi giorni è quanto di più deplorevole si possa pensare. Siamo rimasti sconvolti, non solo per la violenza di genere a cui purtroppo un Paese fortemente maschilista e patriarcale continua a abituarci e che dobbiamo ogni giorno contrastare, ma anche perché esiste un forte legame con quella che si definisce essere, e di fatto è, una forza politica di estrema destra che fa continua propaganda. Come "Vetralla Tutta" crediamo non si possa restare in silenzio. La violenza non è solo parte dei due arrestati, ma è insita nel Dna di un gruppo che fa della sopraffazione il suo emblema, ben prima che i due si macchiassero di questo orribile atto. Si dichiarano fascisti e questo è il fascismo: violenza, prevaricazione, patriarcato. La violenza di genere è parte della loro retorica, dei loro manifesti, del loro linguaggio. Ogni cinque giorni, uno di CasaPound si prende una denuncia per reati molto gravi, non capiamo cosa altro debba accadere per metterli fuori legge".